14 novembre 2018
Aggiornato 03:30

Donzelli (Fdi): «Il caporalato sfrutta i migranti e rovina le aziende italiane»

Dopo la tragedia di Foggia il tema è tornato d'attualità. Il deputato rivela al DiariodelWeb.it come sia diffuso anche in Toscana: «Di Maio venga a farsi un giro»

Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d'Italia, il problema del caporalato è tornato d'attualità con la tragedia di Foggia. Lei ha sottolineato come non riguardi solo la Puglia, ma anche il resto d'Italia, nello specifico la Toscana.
Sì, tra Prato e Firenze, dove tutto il settore del tessile è stato acquisito dalla mafia cinese. E questo non coinvolge solo le aziende, ma anche i campi, dove si coltiva con semi e diserbanti sconosciuti. Siamo stati più volte in sopralluogo e abbiamo denunciato che nelle serre cinesi non si rispettino le norme imposte alle aziende agricole italiane, non ci sia alcun controllo. E poi ci sono i capannoni con i telai, dove fino ad oggi vi erano schiavizzati i cinesi: lavoravano anche i bambini, giorno e notte, vivendo, mangiando e dormendo vicino ai telai, senza ferie né turni di riposo. Ma adesso, in questi due settori, i cinesi hanno iniziato a esercitare il caporalato, sfruttando gli immigrati africani, clandestini, richiedenti asilo o regolari. Ce ne siamo accorti durante i nostri consueti blitz, quando abbiamo notato più e più volte africani al lavoro. Ci siamo informati, con qualcuno di loro sono riuscito anche a parlare personalmente: ci hanno rivelato che lavorano a due euro l'ora, anche per sedici ore al giorno ininterrotte, ovviamente a chiamata.

Su questa questione si misura l'ipocrisia di una certa sinistra. Per anni hanno ripetuto la storia degli immigrati «che fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare», e che portano avanti la raccolta dei pomodori che altrimenti finirebbe. Però si sono sempre disinteressati delle loro condizioni di lavoro.
Esatto. Noi abbiamo sempre detto che gli immigrati sono disponibili a fare non i lavori che gli italiani non sono disponibili a fare, ma a delle condizioni a cui gli italiani non sono disponibili a lavorare. Si tratta di autentico schiavismo. Non c'è nessuna accoglienza e nessuna solidarietà a deportare le persone e usarle come schiavi: viene meno il paradigma della sinistra buona e della destra cattiva e razzista. Semmai dobbiamo chiederci come aiutare le aziende agricole italiane regolari a stare sul mercato, con condizioni economiche che possano consentire loro di pagare operai regolari. Con le attuali norme europee, che non difendono la filiera agroalimentare italiana, e con la concorrenza che non è più sulla qualità ma sulla quantità, il settore agricolo è andato in crisi. Chi rispetta la legge ha difficoltà a lavorare.

Il governo ha dichiarato guerra al caporalato: Salvini ha promesso di chiudere i ghetti, Di Maio più controlli anche con un concorso straordinario per gli ispettori del lavoro. Sono misure che la convincono?
Tutto serve, basta metterci attenzione. Invito Di Maio a venire a farsi un giro con me a Prato, per vedere anche questo aspetto, che non va trascurato. Purtroppo, alla commissione d'inchiesta antimafia, che si è votata alla Camera prima della pausa estiva, avevamo chiesto di mettere per iscritto che si sarebbe occupata anche delle mafie cinese e nigeriana. Purtroppo il Movimento 5 stelle e la Lega non hanno voluto, quindi questi temi non sono stati specificati nella legge di insediamento della commissione. Però lo sfruttamento del lavoro è un tema fortissimo, di cui il governo si deve occupare.