31 ottobre 2020
Aggiornato 09:00
Agricoltura

Strage di braccianti, Salvini e Di Maio lanciano la guerra al caporalato

Lo spaventoso incidente di Foggia in cui hanno perso la vita dodici extracomunitari fa scattare il caso: i due vicepremier promettono «controlli a tappeto»

ROMA – Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini ha convocato per oggi alle 14:30 il comitato sicurezza alla prefettura di Foggia. Era stato lo stesso ministro ad annunciarlo ieri sera dopo lo spaventoso incidente fra un tir ed un furgone avvenuto nella città pugliese, nel quale hanno perso la vita dodici braccianti agricoli extracomunitari. «Domani sarò a Foggia perché il caporalato nonostante le chiacchiere degli ultimi anni non è stato sconfitto, è più vivo che mai. La mafia ci fa gran soldi», aveva annunciato, precisando di voler portare «da ministro dell'Interno alcune proposte per aggredire questo fenomeno intollerabile in un Paese come l'Italia».

Servono più controlli
Il leader della Lega aveva del resto subito reagito con una dichiarazione molto netta, nell'immediatezza dello scontro mortale nel foggiano: «Altri dodici braccianti stranieri morti in un incidente stradale, non si può andare avanti così, una preghiera per le vittime e le loro famiglie. Chiederò controlli a tappeto per combattere, in tutta Italia, sfruttamento e caporalato».

Tuona anche Di Maio
In questa battaglia, Salvini gode anche del pieno appoggio dell'altro vicepremier, e suo alleato di governo Luigi Di Maio: «Il caporalato va estirpato controllando azienda per azienda – ha dichiarato il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico a Rai 24 – Non servono nuove leggi, quello che manca sono i controlli. Lo Stato non è attrezzato per controllare e per questo faremo un concorso straordinario per nuovi ispettori del lavoro». In seguito, il capo politico del Movimento 5 stelle ha rincarato la dose sul tema: «È necessario arginare una volta per tutte la piaga del caporalato. Un sistema vergognoso che sfrutta la disperazione di persone disposte a tutto pur di lavorare. Serve un maggiore controllo – aggiunge Di Maio – ed è per questo che mi attiverò, sin da subito, per avviare tutte le procedure necessarie per un aumento del numero degli ispettori cui spetta il delicato compito di vigilare».