24 luglio 2021
Aggiornato 16:30
Salute

Grillo tira dritto sui vaccini: «Sì all'obbligo, no alla coercizione»

Il ministro della Sanità difende le sue misure sulle vaccinazioni: «Occorre un monitoraggio sistematico. E il rischio per i bambini è estremamente ridotto»

ROMA – Il governo tira dritto sui vaccini: «I bimbi non vaccinati tra i 6 e i 16 anni entravano a scuola anche a legge Lorenzin invariata. L’obbligo rimane per tutti e dieci i vaccini individuati dalla norma. Cambia la sanzione per materne e asili nido, perché riteniamo che la coercizione non possa essere l’unico strumento a disposizione di uno Stato per raggiungere le ultime sacche di contrari». È il ministro della Salute, Giulia Grillo, in un’intervista al Corriere della Sera, a fare il punto sull’applicazione delle misure sulle vaccinazioni.

Bisogna monitorare
Grillo spiega che la strategia è «raggiungere le soglie del cosiddetto effetto gregge, questo è determinante. Occorre però un monitoraggio sistematico, possibile solo con l’anagrafe nazionale da me fortemente voluta. Questo perché le soglie sono diverse a seconda delle malattie e perché il recupero di copertura ottenuto lo scorso anno non ha intaccato le differenze territoriali». Per impedire ai genitori no vax di falsificare le autocertificazioni bisogna applicare la legge: «La circolare a firma congiunta del ministero della Salute e del Miur del 5 luglio era e resta un procedimento di semplificazione amministrativa. Chi viola il rapporto di fiducia, viola la legge e come tale va perseguito. Inoltre il mio collega dell’Istruzione e io chiederemo alle Regioni di aumentare i controlli».

Rischi limitati
La titolare della Salute minimizza i pericoli per i bambini che, al nido, incontreranno dei loro coetanei non vaccinati: «In realtà si tratta di un rischio molto contenuto. Nel 2018 solo il 2,8% di bambini della fascia da zero a sei anni non sono stati vaccinati per scelta dei genitori. Nello stesso periodo la percentuale di copertura del morbillo ha raggiunto il 93,8%, contro l’85,2% del 2015». Per i bimbi immunodepressi, invece, Grillo ha previsto delle classi apposite e separate, ma non si tratterà di «ghetti» come sostiene Forza Italia: «È vergognosa la strumentalizzazione di alcune forze politiche. Negli anni in cui ha governato Forza Italia le percentuali di copertura per il morbillo erano al di sotto della fatidica soglia del 95%. Nei primi sei mesi del 2018 il tasso di copertura è salito, quindi il rischio per i bimbi immunodepressi si è molto ridotto».