14 novembre 2018
Aggiornato 04:00

Non bisognerà vaccinarsi per entrare a scuola: l'obbligo slitta

La maggioranza Lega-M5s rinvia di un anno la norma sulle vaccinazioni obbligatorie introdotta dalla legge Lorenzin. Una senatrice 5 Stelle vota contro
Operatori e medici al lavoro in un centro vaccinazioni
Operatori e medici al lavoro in un centro vaccinazioni (ANSA/CIRO FUSCO)

ROMA – Nel decreto Milleproroghe discusso ieri al Senato è comparso anche un emendamento che interviene sulla spinosa questione dei vaccini, e che pertanto non ha mancato di sollevare polemiche. Si tratta di una norma che rinvia al 2019 l'obbligo di vaccinare i bambini per poterli iscrivere ai nidi e agli asili, introdotto dalla legge Lorenzin del precedente governo. Palazzo Madama l'ha approvata con 149 voti favorevoli, un'astensione e 110 contrari: tra i quali uno che ha fatto particolarmente rumore, quello di una senatrice del M5s, Elena Fattori. «Rispetto la scelta del mio gruppo ma per storia personale, professionale e dolorosamente di madre non posso fare altro che dissociarmi dal mio gruppo e esprimere un indignato voto contrario».

Anti vaccinisti
L'opposizione è andata all'attacco, sostenendo che il governo abbia dato ascolto alle ragioni dei no vax. «Far slittare di un anno l'obbligo di presentare i certificati vaccinali per l'iscrizione alla scuola dell'infanzia e ai nidi significa aver dato ascolto agli stregoni e non agli scienziati – afferma Licia Ronzulli, vicepresidente dei senatori di Forza Italia – È un errore gravissimo che pagheranno i più deboli, i più indifesi, i bambini immunodepressi o con patologie che, proprio per questo, non possono essere vaccinati e che quindi saranno i più esposti ai rischi di contagio. Di fronte alla salute dei bambini anche lo scontro politico si deve fermare».

Ddl in arrivo
Ma la maggioranza Lega-5 stelle respinge al mittente questi addebiti, spiegando che l'obbligo è stato rinviato solo in attesa della prossima presentazione di un disegno di legge dedicato nello specifico alla materia. «Il dibattito a cui abbiamo assistito in aula è stato strumentale, a tratti inutile e ingiustificato. Dispiace che non si sia interpretato al meglio l'emendamento approvato con l'unico scopo di garantire ai bambini l'ingresso alle scuole materne e agli asili nido, in continuità con quanto già fatto per le scuole. L'obbligo dei vaccini non viene minimamente intaccato – scrivono, in una nota, i senatori pentastellati in commissione Igiene e Sanità di palazzo Madama – A breve depositeremo un ddl il cui obiettivo sarà gestire le vaccinazioni in base ai dati scientifici ed epidemiologici che avremo con il pieno funzionamento dell'anagrafe vaccinale, che finora non era ancora stata istituita. Il Movimento 5 Stelle non è assolutamente, ribadiamo assolutamente, contro i vaccini. Dire il contrario significa negare l'evidenza, evidenza che sarà ancor più chiara quando verrà depositato il ddl».