23 febbraio 2020
Aggiornato 11:30
Danni da vaccino

Bimbo con encefalite da vaccino: l’Asl dovrà risarcire 2 milioni alla famiglia

Un bambino di Trani che ha eseguito un vaccino obbligatorio è stato ridotto in stato vegetativo dopo la somministrazione del Vaccino

Encefalite da vaccino in un bambino di Bari
Encefalite da vaccino in un bambino di Bari Shutterstock

TRANI – La condanna per l’Asl è ufficiale: si vedrà costretta a pagare due milioni di euro per risarcire una famiglia dei danni provocati da un vaccino. Non si tratta di un farmaco di nuova concezione, bensì di un medicinale somministrato oltre quarant’anni fa. Poco dopo l’utilizzo, tuttavia, il bambino ha cominciato a sentirsi male a causa di un’encefalite. La situazione precipitò nel giro di pochissimo tempo e il povero bambino si ridusse a uno stato vegetativo. Ecco i dettagli della vicenda.

Il vaccino del 1972
Correva l’anno 1972, tempo in cui veniva ancora adoperato il vaccino contro il vaiolo. A quei tempi il farmaco era obbligatorio, esattamente come lo sono altri ai giorni nostri. Poco dopo la somministrazione del vaccino, tuttavia, il bambino aveva cominciato a stare molto male: si trattava di una gravissima forma di encefalite provocata dal farmaco.

In stato vegetativo
Il povero bambino, che al tempo eseguì il vaccino antivaiolo presso l’Asl di Trani, si ridusse – nel giro di pochi giorni, in uno stato vegetativo. Non c’era alcun dubbio che le sue gravissime condizioni di salute erano state determinate dal farmaco. Per tale motivo, durante la sua vita venne offerto un indennizzo alla famiglia, come previsto dalla legge.

Il decesso del bambino
Il povero bambino visse tutta la sua vita in stato vegetativo, fino all’anno 2005, quando non si poté fare altro che constatare il decesso. Ciò significa che l’indennizzo fu offerto alla famiglia per 34 anni. Ma i genitori volevano giustizia: un vaccino aveva strappato al loro affetto il loro piccolo che, prima della somministrazione del farmaco, godeva di ottima salute.

Riconoscimento del danno
in seguito alla richiesta di risarcimento, il tribunale di Trani ha indagato a fondo sulla vicenda. E, oltre al nesso di casualità fra danno alla salute e vaccino – già ampiamente riconosciuto – vi sono anche altri aspetti che sono stati messi in evidenza. Tra questi la modalità di somministrazione del vaccino senza che fossero state prese le dovute precauzioni, tra l’altro previste dalla legge. Secondo il tribunale, se tali modalità fossero state utilizzate – come previsto dal protocollo sanitario – è molto probabile che il piccolo non sarebbe stato ridotto in uno stato vegetativo. Per questo motivo la famiglia verrà risarcita con due milioni di euro.