24 febbraio 2020
Aggiornato 19:30
Immigrazione

Cosa dice la risoluzione Lega-M5s sui migranti che Conte presenterà al Consiglio Ue

Ecco cosa chiede la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del premier al prossimo Consiglio europeo 

Il tabellone della Camera indica il risultato della votazione al termine delle comunicazioni del premier Giuseppe Conte in vista del Consiglio europe Via libera dell'Aula della Camera alla risoluzione di maggioranza sulle comu
Il tabellone della Camera indica il risultato della votazione al termine delle comunicazioni del premier Giuseppe Conte in vista del Consiglio europe Via libera dell'Aula della Camera alla risoluzione di maggioranza sulle comu ANSA

ROMA - Via libera dell'Aula della Camera alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del presidente del Consiglio in vista del Consiglio Ue del 28 e 29 giugno. Il testo di M5S e Lega è stato approvato con 320 voti a favore, 119 contrari e 129 astenuti (Forza Italia e Fdi). La risoluzione durante il dibattito sul prossimo Consiglio europeo chiede al governo di rafforzare le frontiere esterne dell'Unione Europea con un maggiore impegno di tutti i membri nelle operazioni quali EUNAVFOR MED Sophia e alla Joint Operation Themis, affinché si provveda ad un controllo «più accurato» sulle rotte dei migranti per evitare tragedie in mare, anche al fine di contrastare la criminalità organizzata, «incoraggiando una cooperazione attiva tra le forze di polizia, le guardie di frontiera, le dogane, le autorità giudiziarie e amministrative nonché con le istituzioni e le agenzie dell'UE».

Centri di accoglienza anche in altri Paesi Ue
Nello specifico, la risoluzione chiede la riforma del trattato di Dublino affinché si creino centri di accoglienza per i migranti anche in altri paesi europei. E' necessario, si legge, adoperarsi affinché la modifica di Dublino III preveda il superamento del «principio dello stato di primo ingresso»; la considerazione delle eventuali e comprovate 'connessioni significative' dei richiedenti con un dato Stato membro, coerentemente con i diritti fondamentali; la creazione di un meccanismo rafforzato di ripartizione della competenza sulle richieste di asilo presentate da salvati in mare nelle operazioni SAR al fine principale di alleggerire la pressione migratoria sul nostro paese; il rafforzamento della clausola discrezionale con riferimenti appropriati alle esigenze di tutela dei diritti umani.

Sistema equo di ricollocamento
Il ripensamento del sistema deve mirare ad un'uscita dalla gestione emergenziale per considerare le politiche migratorie quale elemento «di natura strutturale, da gestire necessariamente a livello di Unione Europea» e in questo quadro definire un comune asilo europeo e di un sistema equo di ricollocamento automatico e obbligatorio dei richiedenti asilo - si legge ancora nella risoluzione -; a promuovere una strategia che consenta la costituzione di centri di protezione anche con l'ausilio di personale dell'Unione europea volti all'accoglienza e alla permanenza dei migranti presso i Paesi di transito e origine che siano in grado di valutare preliminarmente l'ammissibilità delle domande di asilo e protezione internazionale e che operino in stretto accordo e coordinatamente con le organizzazioni internazionali competenti quali ad esempio UNHCR e OIM, nel rispetto dei diritti umani e della dignità umana.