Prima forse, poi no, poi sì... alla fine Conte da Macron ci andrà

Emmanuel Macron e Antonio Conte si incontreranno a Parigi venerdì per un pranzo di lavoro seguito da una conferenza stampa
Il premier Giuseppe Conte con sullo sfondo Matteo Salvini
Il premier Giuseppe Conte con sullo sfondo Matteo Salvini (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

ROMA - Ci va o non ci va? Prima forse, poi no, adesso sì. Il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron e il Primo Ministro Antonio Conte si incontreranno a Parigi venerdì per un pranzo di lavoro seguito da una conferenza stampa. Ormai è ufficiale: la conferma, dopo ore di incertezza dovuto allo scontro diplomatico tra i due Paesi sul tema dei migranti, arriva da un comunicato di Palazzo Chigi. Avevamo appena finito di scrivere che Conte aveva alzato la testa, che si era impuntato, seguendo le chiare indicazioni del lider maximo Matteo Salvini, ma poi nella notte qualcosa è cambiato per via di una telefonata, dicono, "cordiale». Il capo dell'esecutivo giallo-verde ha avuto un colloquio telefonico con il presidente francese durante il quale hanno potuto discutere della situazione della nave Aquarius e avere uno scambio di vedute. Macron e Conte, riporta Palazzzo Chigi, «hanno convenuto che, in vista del Consiglio Europeo di fine giugno, sono necessarie delle nuove iniziative da discutere insieme. Per evocare questi temi e i numerosi dossier di comune interesse, il Presidente della Repubblica e il Primo Ministro Conte si incontreranno a Parigi venerdì per pranzo di lavoro seguito da una conferenza stampa».

Macron: nessuna offesa all'Italia
Macron in particolare ha sottolineato di non aver pronunciato alcuna espressione volta ad offendere l’Italia e il popolo italiano. I due inoltre, si legge ancora nella nota, «hanno confermato l’impegno della Francia e dell’Italia a prestare i soccorsi nel quadro delle regole di protezione umanitaria delle persone in pericolo». Macron «ha ricordato di aver sempre difeso la necessità di una solidarietà europea accresciuta nei confronti dell’Italia». L’Italia e la Francia devono approfondire la loro cooperazione bilaterale ed europea - continua la nota ufficiale - per una politica migratoria efficace con i Paesi di origine e di transito attraverso una migliore gestione europea delle frontiere e un meccanismo di solidarietà nella presa in carico dei rifugiati.

Tutto bene, dunque?
Ai microfoni di Rtl 102.5, ieri il vicepresidente del Consiglio Luigi di Maio aveva ribadito che «finché non arriveranno le scuse» di Macron, «noi non indietreggiamo. Questo deve essere chiaro per questa vicenda e per il futuro» circa i prossimi tavoli che ci saranno in Europa. Perché, sostiene l’esponente del M5S, «è finita l’epoca in cui si pensava che l’Italia la puoi sempre abbindolare». Per quanto riguarda la telefonata della notte: «Aspettiamo la decisione del presidente Conte, ma io lo reputo un primo segnale di disgelo». Quindi cos'è successo? Tutta una montatura mediatica? Niente affatto. Ma nelle prime ore della mattina il ministro agli Affari europei, Nathalie Loiseau, ai microfoni della radio Europe 1, si era riferita alla telefonata descrivendola come una conversazione telefonica «cordiale», aggiungendo che «con l’Italia abbiamo bisogno di parlarci, è un grande partner, è un grande vicino. Il presidente e Giuseppe Conte si sono visti brevemente al G7 in Canada, sarebbe interessante e utile che si vedessero più a lungo».