19 settembre 2018
Aggiornato 10:30

Conte alza la testa: non andrà da Macron

L’incontro del presidente del Consiglio, con il presidente della Repubblica francese in programma venerdì prossimo non ci sarà
Il presidente francese Emmanuel Macron con il premier Giuseppe Conte
Il presidente francese Emmanuel Macron con il premier Giuseppe Conte (EPA/IAN LANGSDON)

ROMA - L’incontro del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron, in programma venerdì prossimo, non ci sarà. L’orientamento di Palazzo Chigi è quello di «rinviare» il viaggio perché al momento non sussistono «le condizioni». In precedenza Macron sulla vicenda della nave Aquarius aveva lanciato un appello a «non lasciarsi andare alle emozioni» e aveva assicurato di volere lavorare con l’Italia. Poco prima di queste parole del capo di Stato francese, l’Eliseo aveva sostenuto di non aver ricevuto alcuna richiesta ufficiale di scuse da parte della presidenza del Consiglio italiano. Ieri Macron ha definito la posizione italiana nella gestione del caso Aquarius «irresponsabile» e «cinica». Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva chiesto le «scuse» della Francia, pena annullamento della visita.

Salvini: Conte legittimato a non andare da Macron, se lo decide
E nel frattempo il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini ha polemizzato ancora con Macron. Parlando a Radio 105, il ministro dell'Interno ha affermato: «Macron continua istericamente nella sua guerra al popolo italiano, che in quanto a solidarietà ha poco da imparare dal resto del mondo Non lo so, i francesi sono un po’ strani».  Conte è "totalmente legittimato" a non andare in Francia, "lo sosterremo». Di fronte a un atteggiamento così "infondato e volgare" di un Paese amico ci sono ragioni molto fondate per prendere questa decisione, ha detto il vice premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, lasciando il Senato. E arrivando a Palazzo Chigi ha aggiunto: Giuseppe Conte «rappresenta un popolo, non solo un governo. Io sostengo le scelte del presidente Conte, che farà in piena autonomia. Lo sosterrò sia che scelga di andare sia che scelga di non andare».

Boccia (PD): in una settimana Salvini ha già litigato con 4 Paesi
Intanto, dalle fila del Pd arriva un duro attacco: il presidente del Consiglio dovrebbe «arginare» il suo vice Matteo Salvini, secondo Francesco Boccia, capogruppo Pd in commissione speciale alla Camera. «C’è un’idea bizzarra delle relazioni diplomatiche al tempo di Salvini. In meno di una settimana su un tema delicato come quello dei migranti siamo riusciti a litigare con la Tunisia, unico Paese che aiuta alla stabilizzazione nel Mediterraneo, e poi in un colpo solo con Malta, Francia e Spagna. E siamo solo agli inizi dell’esperienza del governo Conte». «Continuando di questo passo – aggiunge Boccia – prima della fine dell’estate saremo riusciti a litigare con buona parte delle nazioni unite. Forse sarebbe il caso che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, se ne ha la forza, richiamasse all’ordine e al rispetto minimo delle relazioni diplomatiche il ministro dell’Interno e vicepremier Salvini, perché il primo a pagarne un prezzo politico alto, oltre all’Italia, sarà proprio il premier Conte, rimettendoci la sua credibilità».