«Nessuna contrapposizione con Toninelli»: ma Fico, di fatto, sta dall'altra parte rispetto al suo governo

Il presidente della Camera prova a rassicurare i cronisti spiegando che non c'è nessun dissidio in merito al tema dei migranti
Il presidente della Camera Roberto Fico insieme al sindacalista USB Aboubakar Soumahoro durante la visita nella tendopoli di San Ferdinando a Reggio Calabria
Il presidente della Camera Roberto Fico insieme al sindacalista USB Aboubakar Soumahoro durante la visita nella tendopoli di San Ferdinando a Reggio Calabria (ANSA/Marco Costantino)

NAPOLI - «Nessuna contrapposizione con Toninelli»: ma Fico, nei fatti, sta dalla parte opposta. Il presidente della Camera prova a rassicurare i cronisti spiegando che non c'è nessun dissidio dentro al governo in merito al tema dei migranti dopo il caso Aquarius, né tanto meno dentro al M5s (con esplicito riferimento all'amico Danilo...). Ma la realtà fattuale, o almeno delle parole pronunciate, sembra contraddirlo palesemente. "Fino a prova contraria le ong sono organizzazioni che fanno e danno solidarietà. Non è che se c'è qualcosa di strano in una ong questo vuol dire che c'è in tutte. Sarebbe come dire che, se un politico è corrotto, tutti i politici lo sono" spiega il presidente della Camera, che invita a prestare attenzione ai fatti di cronaca che hanno coinvolto o potrebbero coinvolgere le organizzazioni non governative impegnate nel Mediterraneo, a ragionare senza alcun pregiudizio. E insiste: "Le ong fanno un grande lavoro. Diverso è che ci sia qualche caso particolare, ed è tutto da vedere perché ancora non vedo alcuna condanna specifica. Non bisogna fare di tutt'erba un fascio». E sottolinea, ancora, che "non è una contrapposizione a Toninelli». "Ci sono ong che fanno un lavoro straordinario e devono continuare a farlo. Anche nel Mediterraneo. Sperando che non ce ne sia più bisogno che grazie ad aiuti, accordi bilaterali, a un nuovo pensiero sull'immigrazione, le cose cambino per sempre".

Stop a polarizzazioni tra buoni e cattivi
Sulla questione migranti è necessario evitare polarizzazioni tra "buoni" e "cattivi", impegnandosi a lavorare rispettando la complessità del momento, rispettando l'opinione di tutti e, soprattutto, trovare soluzioni concrete ai problemi. Questa, in sintesi, la posizione del presidente della Camera intervenuto a Napoli a un convegno presso l'Università Federico II. Fico ricorda di essere stato, proprio ieri, a San Ferdinando, dove "ho espresso vicinanza a un problema che è quello dei braccianti». Bisogna agire con cautela, considerando "la complessità del momento». Il che non vuol dire pensare in termini di "tutto subito sì e tutto subito no" ma "mettersi intorno a un tavolo e ragionare su quello che vogliamo fare, per i braccianti e per le migrazioni». Quanto alla posizione assunta dal sindaco di Napoli De Magistris - che ieri, insieme con i primi cittadini di Palermo e Messina, si era dichiarato disponibile ad accogliere la nave Aquarius - osserva: "Credo che de Magistris, come altri sindaci, ha la libertà politica di poter esprimere qualsiasi opinione. Non ci trovo niente di scandaloso".

Salvini ha fatto bene? Fico glissa
L'obiettivo, dunque, deve essere quello di "trovare una soluzione ai problemi perché comunque arriveranno altri flussi migratori». E a chi gli chiede se Salvini abbia fatto la scelta giusta, Fico risponde: "Si dovrà andare a parlare ai tavoli europei del regolamento di Dublino". "Si deve attivare la solidarietà di tutti i Paesi europei. Devono esserci quote proporzionali distribuite in modo equo e secondo calcoli giusti. La direzione deve essere quella di una solidarietà condivisa europea». E ringrazia la Spagna per aver fatto "un gesto di solidarietà", e i Paesi del Mediterraneo "che devono essere uniti nel chedere una politica differente all'Europa".  L'Italia è stata ed è un Paese accogliente per tradizione, "ma è chiaro che ci deve essere solidarietà». Servono soluzioni collettive. L'intervento della Spagna è un primo segnale di quella condivisione di cui si sente il bisogno in Europa, dice ancora Fico.

Va rivisto Dublino
"Il nostro Paese è un confine che va gestito insieme al resto dell'Unione». La linea resta sempre quella della cooperazione, dell'accoglienza, del dialogo, precisa. "Bisogna dare a queste persone delle opportunità». Ma bisogna farlo a tutti i livelli e "io credo molto nella revisione del regolamento di Dublino, nella suddivisione nei diversi Paesi per quote proporzionate». E dunque chi non accetta il meccanismo delle quote va sanzionato. "Il principio di solidarietà cui l'Italia si appella deve essere rispettato da tutti".