25 febbraio 2020
Aggiornato 01:30
Lavoro

Fico denuncia: l'omicidio di Sacko si è consumato in un contesto di insopportabile miseria

Il presidente della Camera ha ricevuto a Montecitorio una delegazione della Cgil, guidata dalla segretaria generale Susanna Camusso

Roberto Fico, presidente della Camera
Roberto Fico, presidente della Camera ANSA

ROMA - "Le difficili condizioni in cui sono costretti a vivere e lavorare i braccianti agricoli impegnati nelle raccolte nei campi non possono lasciarci indifferenti. Ed è in questo contesto di insopportabile miseria che si è consumato pochi giorni fa l'assassinio di Soumayla Sacko». Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha ricevuto questa mattina a Montecitorio una delegazione della Cgil, guidata dalla segretaria generale Susanna Camusso. E' lui stesso a darne notizia con un lungo post su Facebook, nel quale sottolinea i vari temi toccati nel corso del colloquio, fra i quali, spiega, "le morti sul lavoro e il contrasto al fenomeno del caporalato", in cui si inserisce la morte del 29enne maliano. "Nel corso dell'incontro abbiamo affrontato quindi il preoccupante tema delle morti e degli incidenti sul lavoro, su cui occorre tenere alta l'attenzione. In primis - aggiunge - lo deve fare il Parlamento». A questo proposito Fico annuncia che giovedì 14 giugno si terrà una informativa urgente sugli incidenti nei luoghi di lavoro da parte del Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio.

Fermato l'agricoltore indagato
Intanto, i carabinieri di Tropea e del comando provinciale di Vibo Valentia sono riusciti a fermare Antonio Pontoriero, 43 anni, l’agricoltore già indagato per l’omicidio del bracciante ucciso sabato scorso con un colpo di fucile alla testa mentre raccoglieva delle lamiere nell’area dell’ex fornace di San Calogero. Pontoriero è stato fermato su mandato della Procura di Vibo Valentia in quanto sussistevano concreti pericoli di fuga.

La prova dello "stub"
Nelle prossime 24 ore gli inquirenti attendono l’esito dei rilievi scientifici dei carabinieri del Ris di Messina che stanno esaminando vestiti e auto (una vecchia Panda bianca) del 43enne con la prova dello «stub» per rilevare eventuale presenza di polvere da sparo riconducibile all’arma che ha ucciso Sacko. In ogni caso, fanno sapere gli inquirenti, gli elementi a carico di Pontoriero costituirebbero «un quadro più che sufficiente» per accusarlo come l’omicidia del maliano. Pontoriero è stato portato del carcere di Vibo Valentia: ai carabinieri che lo hanno fermato non ha reso dichiarazioni.