20 agosto 2019
Aggiornato 13:30

«Salvini non vuole governare, Lega e M5s dilettanti»: il Pd è già in campagna elettorale

Da Vannino Chiti a Franco Mirabelli, il Partito democratico ha scelto la sua strategia: attaccare «i populisti» in ogni luogo e in ogni momento pubblico

L'Assemblea Nazionale del Pd, Roma 19 maggio 2018
L'Assemblea Nazionale del Pd, Roma 19 maggio 2018 ANSA

ROMA - Ancora è presto per dire se questi saranno i contenuti del 'Fronte repubblicano' lanciato dal ministro allo Sviluppo Economico uscente, Carlo Calenda. Di certo il Partito democratico si sente già in campagna elettorale e le uscite di queste ore degli esponenti dem fanno capire che clima ci sarà in quello che sembra ormai un lento avvicinamento alle urne. Per Vannino Chiti «l'Italia e il suo futuro sono più importanti dei calcoli interessati della Lega e del Movimento Cinque Stelle, incapaci dopo quasi tre mesi di dare un governo al paese. Anziché assumersi una responsabilità per le sorti del paese, Lega e Cinque Stelle danno prova di avventurismo, improvvisazione, dilettantismo allo sbaraglio. La misura è colma: a rischiare sono i risparmi delle famiglie italiane, il rischio è di vanificare i passi avanti compiuti in questi anni per superare la crisi economica».

Il Pd con Mattarella: «Sostegno e fiducia»
«Ribadiamo sostegno e fiducia al presidente della Repubblica, Mattarella. Se un governo può nascere e avere il sostegno pieno in Parlamento, bene. In caso contrario - ha aggiunto Vannino chiti - si voti a luglio, il prima possibile, per evitare che continui una situazione di incertezza e possa addirittura essere messo a rischio l'iter della legge di bilancio, il prossimo autunno. L'Italia non può permettersi di stare ai margini di decisioni che riguarderanno il rilancio dell'Unione Europea, le scelte per lo sviluppo. Noi vogliamo per l'Europa una sola politica estera, di sicurezza, di difesa, un'azione efficace per contribuire all'occupazione e al benessere dei suoi cittadini».

«Noi al lavoro per l'Italia, Salvini in giro»
Franco Mirabelli, vicepresidente del Pd al Senato, in diretta a Tagadà, su La7, attacca frontalmente il leader della Lega Nord: «Siamo davvero colpiti dal fatto che mentre in Senato si approvano decreti importanti per Alitalia e sull'energia, il senatore Matteo Salvini non sia al suo posto tra noi, ma in giro per l'Italia. Ieri sera lo spread era altissimo, le borse erano in crollo ma il leader della Lega, che sostiene di aver vinto le elezioni, era a fare campagna elettorale, invece che a pensare ai problemi degli italiani». Per Mirabielli la Lega, «che dice di voler fare tante cose per gli italiani, anche con il M5s deve spiegare perché non le fa e perché Savona è così indispensabile. E' evidente che ciò che vogliono fare si può fare anche senza Savona, per cui propendo per l'idea che non volessero e non vogliano fare alcun Governo. Ma la Lega non può pensare di andare a votare quando vuole, l'interesse dell'Italia viene prima. Se parte un governo anche non politico, deve essere messo nelle condizioni di fare ciò che serve agli italiani, cioè il Def, la manovra contro l'aumento dell'Iva e anche la legge di bilancio. Altrimenti meglio votare subito, senza esporre il Paese fino ad ottobre a gravi fibrillazioni, per poi ritrovarsi magari nella stessa situazione. Noi - ha concluso Mirabelli - siamo disponibili al voto in qualunque momento deciderà il Presidente della Repubblica».