6 aprile 2020
Aggiornato 11:00
Governo

Giorgetti non poteva guidare il ministero dell’Economia: le sue rivelazioni in due interviste

Il capogruppo leghista alla Camera lo dice in due interviste, a Repubblica e al Corriere della Sera

Il capogruppo della Lega alla Camera Giancarlo Giorgetti
Il capogruppo della Lega alla Camera Giancarlo Giorgetti ANSA

ROMA - Giancarlo Giorgetti non poteva guidare il ministero dell’Economia, il capogruppo leghista alla Camera lo dice in due interviste – a Repubblica e al Corriere della Sera – spiegando che Paolo Savona rappresentava il "dna» del governo Conte, che non è poi nato, e che verrà riproposto come ministro se la Lega vincerà le elezioni. «Avevamo trovato una figura di spessore assoluto che poteva essere il perno del governo: Savona interpretava il punto di contatto e la sintesi tra noi e i 5 stelle, due movimenti politici diversi che si cimentavano nella difficile prova di governare insieme" spiega. E ora che faranno? Governeranno alle commissioni a colpi di maggioranza parlamentare? «Questa era un’idea che avevamo già valutato a inizio legislatura" ammette Giorgetti. Si era proposto di dare subito operatività al Parlamento ma "purtroppo, la fase delle consultazioni ha fatto sì che si attendesse il governo".

Nessun piano per uscire dall'euro
Adesso diventerà "plastica" la centralità del Parlamento, i provvedimenti di Cottarelli non potranno diventare legge e al contrario potranno diventarlo quelli di un’ipotetica maggioranza formata da Lega, 5 stelle, Fratelli d’Italia e Leu. Il piano B, l’uscita dall’euro, in realtà non è mai esistito. "Tra noi, qualcuno spingeva" rivela, "ma l’opzione non è mai entrata nel contratto. Peraltro, Savona ci aveva detto che lui era disponibile solo in assenza di questa opzione: lui intendeva solo trattare con Bruxelles».

Dubbi sulla fedeltà di Berlusconi
I provvedimenti adesso saranno quelli del «contratto» con i 5 stelle o quelli del programma di centrodestra? Difficile dirlo. «Nel contratto abbiamo infuso molti punti del programma di centrodestra. Ma è vero che il contratto ha ordinato le posizioni dei due partiti, dietro c’è tanta maturazione politica. È stato sottoposto ai nostri e ai loro elettori e ha ricevuto grande consenso. Se questa maggioranza corrobora la maggioranza parlamentare, diventa complicato non tenerne conto» spiega ancora il braccio destro di Salvini. Che si dice dubbioso rispetto alla fedeltà del Cavaliere. «A me sono venuti dei dubbi l’altra sera con la dichiarazione di Berlusconi. È stata un’ulteriore sorpresa in una giornata da brivido»: il riferimento è proprio al momento in cui Berlusconi ha promesso che non avrebbe sostenuto Cottarelli. «Scegliere lui è stato uno schiaffo a chi ha vinto le elezioni il 4 marzo» ribadisce secco.

"C'è stato un terremoto"
Riguardo al centrodestra, tutto è da capire: anche Giorgetti non sa se la coalizione resterà salda e se si presenterà unita alle prossime elezioni. "Qui c’è stato un terremoto, una discontinuità storica nella politica che sta riposizionandosi su categorie nuove, popolo contro élites. Magari si andrà a finire su binari consueti, ma io ho la sensazione che chi fa politica da tempo non colga la trasformazione italiana». Con i 5 stelle tutti i collegi sarebbero o loro o dei 5 stelle stessi, ma Giorgetti preferisce non fare calcoli: "Si fanno questi conti e poi al governo ci va chi non ha vinto".

Nessun "Mattarella day"
Quello del 2 giugno per la Lega non sarà un "Mattarella day": al di là della "rabbia e dell’ingiustizia subita", bisogna semplicemente ragionare su quale sia la cosa migliore. "Certo, sarebbe inaccettabile se venisse fuori che si tenta di posticipare le elezioni», la cui data utile potrebbe essere fine settembre o inizio ottobre: "A dicembre verrebbe meno il nostro primo principio, che è la coerenza». E sull'impeachment conferma la posizione di Matteo Salvini: «Sarebbe un manifesto senza nessuna conseguenza pratica. Ci interessa di più spostare la questione su un tema reale, se conta il popolo sovrano oppure i mercati. Il tema centrale è quello». 

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal