2 giugno 2020
Aggiornato 13:30
Governo

Renzi già all'opposizione di Lega e M5s: «Ora la casta siete voi»

Contro il «governo delle larghe intese populiste» l'ex premier si prepara «a un'opposizione dura e rigorosa, ma civile»

Matteo Renzi ospite di Fabio Fazio, Milano. 29 Aprile 2018
Matteo Renzi ospite di Fabio Fazio, Milano. 29 Aprile 2018 ANSA

ROMA - «E alla fine, dopo 80 giorni, ci siamo. Nel tempo necessario a fare un celebre giro del mondo letterario, l’alleanza tra Lega e Beppe Grillo ha più modestamente scritto un contratto e partorito il governo delle larghe intese populiste». Lo ha scritto Matteo Renzi sulla enews aggiungendo che «Giuseppe Conte è il Presidente del Consiglio incaricato: gli ho fatto un grande in bocca al lupo». Quella del Pd, ha continuato Renzi, sarà «opposizione dura e rigorosa, ma civile. E rispettosa delle istituzioni, sempre. Adesso loro diventano il potere, loro diventano l’establishment, loro diventano la casta. Non hanno più alibi, non hanno più scuse, non hanno più nessuno cui dare la colpa. È finito il tempo delle urla: tocca governare. Ne saranno capaci? Auguri e in bocca al lupo a tutti noi». Poi un messaggio ai suoi: «È necessario che l'opposizione, a cominciare dal PD, si attrezzi. Con calma, senza isterismi, senza rabbia. E senza soprattutto parlarsi addosso. Perché noi siamo orgogliosi di essere diversi, alternativi alle urla, alle fake news». Perché «noi dobbiamo pensare a costruire un'opposizione degna di questo nome e prepararci a costruire l'alternativa se loro falliranno, quando loro falliranno». Come dire: è solo questione ti tempo.

«Falliranno prima del previsto»
«Adesso tocca a loro - ha affermato l'ex segretario del Pd - noi faremo l'opposizione civile perché una democrazia ha bisogno anche dell'opposizione civile. E ci prepareremo al futuro. Che arriverà prima del previsto, ne sono convinto». Quanto alla situazione interna al suo partito, Renzi afferma di essere rimasto «molto sorpreso dal tono dell'assemblea nazionale del Pd di sabato: mi era stato chiesto di rinunciare a parlare per dare un messaggio unito e coeso all'esterno. Ho evitato dunque di pronunciare il mio discorso e mi scuso con chi mi ha scritto in questi giorni criticandomi per aver rinunciato. E ciò nonostante le liturgie del Pd hanno mandato in onda in streaming l'ennesimo psicodramma incomprensibile agli addetti ai lavori, figuriamoci ai cittadini. Basta con le risse senza senso, vi prego. E con divisioni sul nulla».

In chiusura, l'attacco a Salvini (e agli psicofarmaci)
«Uscendo dal Quirinale, Matteo Salvini ha detto che vuole fare un Governo per il 20% di italiani che fanno uso di psicofarmaci. Sarebbe interessante - ha attaccato Renzi - discutere del dato, delle cause, dell'utilizzo dei medicinali e di molto altro. Pensare tuttavia che chi assume medicinali per curare vari tipi di problemi possa smettere di farlo se Salvini va al Viminale o Di Maio al lavoro mi sembra quantomeno sorprendente. E sinceramente giudico offensivo speculare politicamente su questo tema, così serio e così importante nella vita di molte persone. Chi fa uso di psicofarmaci, non smette certo perché cambia un Governo. Più rispetto e meno strumentalizzazione, per favore».

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