30 agosto 2025
Aggiornato 18:00
Governo

Conte premier o si torna al voto: per Lega e M5s non ci sono altre strade

Di Maio e Toninelli: «Conte è resta il candidato premier». La Lega Nord: «Cambiare nome? Sarebbe un bel problema»

Luigi Di Maio arriva a Montecitorio, Roma, 22 maggio 2018
Luigi Di Maio arriva a Montecitorio, Roma, 22 maggio 2018 Foto: Angelo Carconi ANSA

ROMA - Giuseppe Conte o niente. O meglio, Giuseppe Conte premier o si torna al voto. Per Lega Nord e Movimento 5 stelle non ci sono altre strade. E il presidente Mattarella, almeno stando alle dichiarazioni degli esponenti delle due forze politiche, in queste ore deve prendere una decisione chiara. Perché il sentiero che porta al governo neutrale o del presidente non è più percorribile. «Conte è e resta assolutamente il candidato premier del Movimento 5 stelle e della Lega Nord», ha spiegato Luigi Di Maio. Una dichiarazione netta, senza giri di parole, alla quale fanno da eco quelle degli esponenti del Carroccio. Per Claudio Borghi, deputato leghista, il nome di Giuseppe Conte «non è in bilico» e per quanto riguarda la casella di Ministro dell'Economia, viste anch qui le polemiche delle ultime ore, il commento è lapidario: «Ho letto da voi - riferito ai giornalisti - il nome di Savona. Sarebbe un profilo eccellente». Ancora più nette le dichiarazioni di Lorenzo Fontana intervenuto a Radio anch'io su Rai Radio 1: «Il nome resterà quello di Giuseppe Conte» perché «se dovesse cambiare, si dovrebbe rivedere tutto. Sarebbe un problema».

Il M5s compatto sul nome di Giuseppe Conte
Per Danilo Toninelli, capogruppo del Movimento 5 stelle al Senato, intervenuto su Radio 24, «non ci sono alternative: o Conte o il voto». Perché «Questa evenienza del 'Se non venisse dato l'incarico' non esiste», spiega Toninelli sull'ipotesi di una decisione diversa da parte del presidente Mattarella, «e per me non è commentabile». Conte insomma rimane l'unico nome del Movimento per l'incarico di premier: «Al cento per cento, il professor Giuseppe Conte oltre a essere un docente ordinario di diritto privato è una persona che io conosco, che il Movimento Cinque Stelle conosce. Non lo abbiamo tirato fuori dal cilindro 48 ore prima come venne fatto con Monti. Non è un tecnico, è un esperto che ha messo la faccia senza chiedere niente». Infine, una battuta in risposta a chi continua a sostenere come anche questo di Lega e M5s sia un governo tecnico: «Conte ha alle spalle circa 17 milioni di voti, che sono i cittadini italiani che ci hanno votato il 4 marzo, e non sarà certo per una stupidaggine inventata relativa al suo curriculum a cambiare le cose».

Anche per la Lega Nord Conte è l'unica ipotesi
Come il M5s, anche la Lega Nord è compatta intorno al nome di Giuseppe Conte, ritenuto il giusto profilo di mediazione tra le due forze politiche. Per Lorenzo Fontana, vicepresidente della Camera e vicesegretario della Lega «il nome resterà questo» perchè «se dovesse cambiare si dovrebbe rivedere un po' tutto l'equilibrio della squadra di governo e il problema sarebbe molto serio. La Lega ha dovuto rinunciare a molto. Si è stabilito un nome in comune che non poteva essere quello dei due leader. Salvini, per tentare di dare un governo al paese ha rinunciato a fare il leader della coalizione di centrodestra con la quale ha preso più voti rispetto al Movimento 5 stelle».

Anche Alessandro Di Battista per Conte premier
E a difesa del nome di Giuseppe Conte torna in campo, da politico, anche Alessandro Di Battista: «Il presidente Mattarella - il suo appello su Facebook - per giorni ha insistito sull'urgenza di formare un governo nella pienezza delle sue funzioni. Ebbene, finalmente, una maggioranza si è formata» per «un governo capace di ristabilire un principio sacrosanto in democrazia: il primato della politica sulla finanza. Mi rendo conto che ristabilire questo principio possa far paura a qualcuno, ma non dovrebbe intimorire chi ha l'onore di rappresentare l'unità nazionale».