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«70 giorni molto intensi», ma finalmente c'è il contratto definitivo: 30 punti in 57 pagine

Trenta punti in 57 pagine. Queste le cifre del “Contratto per il governo del cambiamento” pubblicato da Lega e M5s

Matteo Salvini e Luigi Di Maio al tavolo della trattativa sul contratto di governo in un fermo immagine
Matteo Salvini e Luigi Di Maio al tavolo della trattativa sul contratto di governo in un fermo immagine (ANSA/ FRAME VIDE M5S)

ROMA - Trenta punti in 57 pagine. Con qualche novità rispetto alla bozza circolata ieri. Queste le cifre del «Contratto per il governo del cambiamento» pubblicato oggi da Lega e M5s. Il contratto parte dal «funzionamento del governo e dei gruppi parlamentari» per chiudersi con Università e ricerca. Tra i temi toccati ci sono il conflitto di interessi; debito pubblico e deficit; flat tax; «immigrazione: rimpatri e stop al business»; lo «stop alla legge Fornero»; i campi nomadi; l’Unione europea. «Il presente contratto di governo – si legge nella premessa – è valido per la durata della XVIII legislatura repubblicana» e «le parti si impegnano ad attuare questo accordo in azioni di governo, nel rispetto della Costituzione Repubblicana, dei principi di buona fede e di leale cooperazione e si considerano responsabili, in uguale misura, per il raggiungimento degli obiettivi concordati». «I contraenti – si legge ancora – si impegnano a tradurre questo contratto in una pratica di governo e sono insieme responsabili di tutta la politica dell’esecutivo». Inoltre «stabiliranno insieme il lavoro in ambito parlamentare e governativo e si adopereranno per ottenere il consenso rispetto a questioni relative a procedure, temi e persone».

Le novità: Qe e minibot
Salta nel testo definitivo del contratto M5S-Lega l'impegno a proporre che i titoli di stato di tutti i Paesi dell'area euro acquistati dalla Bce attraverso il Quantitative easing siano esclusi pro quota dal calcolo del rapporto debito/Pil. Anche i cosiddettti minibot spuntano nel contratto giallo-verde. «Occorre intervenire per risolvere la questione dei debiti insoluti della pubblica amministrazione nei confronti dei contribuenti», si legge nel documento: «Tra le misure concretamente percorribili, spiccano l'istituto della compensazione tra crediti e debiti nei confronti della pubblica amministrazione e la cartolarizzazione dei crediti fiscali, anche attraverso strumenti quali titoli di stato di piccolo taglio».

Necessario superare il regolamento di Dublino 
Accordo sul «superamento del regolamento di Dublino». La convinzione è che l'Italia debba giocare un ruolo «determinante» ai tavoli dei negoziati europei in merito alle politiche di asilo e di immigrazione. «Si deve puntare alla riduzione della pressione dei flussi sulle frontiere esterne e del conseguente traffico di esseri umani e contestualmente, nella medesima ottica, ad una verifica sulle attuali missioni europee nel Mediterraneo, penalizzanti per il nostro Paese, in particolare per le clausole che prevedono l'approdo delle navi utilizzate per le operazioni nei nostri porti nazionali senza alcuna responsabilità condivisa dagli altri stati europei».

Flat tax con due aliquote 
Ok a un «nuovo regime fiscale» imperniato su due aliquote fisse, il 15% e il 20%, per persone fisiche, partite Iva, imprese e famiglie. Con l'obiettivo di ottenere più risparmi di imposta, maggiore propensione al consumo e agli investimenti, maggiore base imponibile tassabile, grazie anche al recupero dell'elusione, dell'evasione e del fenomeno del mancato pagamento delle imposte. Per le famiglie è prevista una deduzione fissa di 3mila euro sulla base del reddito familiare. Attraverso una politica che punta all'innovazione si vuole rifondare il rapporto tra Stato e contribuenti rivedendo i principi e i criteri che regolano l'agire dell'amministrazione 
finanziaria.

Aggiunto un capitolo sul Sud
Nelle prime bozze circolate era del tutto assente una parte con le azioni finalizzate al rilancio del Mezzogiorno. Ora però, dopo le tante critiche, compare una voce, anche se fatta di poche righe e priva di contenuti specifici. «Con riferimento alle Regioni del Sud, si è deciso, contrariamente al passato, di non individuare specifiche misure con il marchio «Mezzogiorno», nella consapevolezza che tutte le scelte politiche previste dal presente contratto (con particolare riferimento a sostegno al reddito, pensioni, investimenti, ambiente e tutela dei livelli occupazionali) sono orientate dalla convinzione verso uno sviluppo economico omogeneo per il Paese, pur tenendo conto delle differenti esigenze territoriali con l'obiettivo di colmare il gap tra Nord e Sud».

Il voto del M5s su Rousseau
Intanto è iniziato alle 10 di questa mattina, sulla piattaforma Rousseau, il voto online sul contratto di governo Lega-M5s. Si potrà votare fino alle 20. «Oggi – scrive Luigi Di Maio sul Blog delle stelle – si è finalmente definito in tutte le sue parti il contratto per il governo del cambiamento. Sono davvero felice. Sono stati 70 giorni molto intensi, sono accadute tantissime cose, ma alla fine siamo riusciti a realizzare quanto avevamo annunciato in campagna elettorale. Un contratto di governo che vincola due forze politiche, che sono e rimangono alternative, a rispettare e fare quanto hanno promesso ai cittadini».

Non solo le proposte, ma le persone
Di Maio sottolinea che «in questo contratto non ci sono solo delle proposte, non c’è solo un’idea di Paese, non ci sono solo le nostre battaglie storiche. In questo contratto ci sono le persone che ho incontrato in campagna elettorale», «ci sono gli italiani in questo contratto. Ci sono io in quanto cittadino italiano. Ci sei tu qui dentro. Leggi questo contratto e sentiti parte di questa ondata di cambiamento che sta per infrangersi sulle speranze di chi voleva che tutto restasse così com’era e sentiti orgogliosamente italiano oggi perchè una nuova era sta per cominciare. La cosa più bella è che ognuno di voi, come me, oggi possa dire: #IoSonoNelContratto».

Qui il testo integrale del contratto di governo.