Il nome del premier c'è, ma non si può dire. E sulla squadra di governo ecco i papabili
Dopo l'accordo sui temi del contratto per il "governo del cambiamento" nel triplice vertice di Milano, Salvini e Di Maio sembrano essersi accordati anche sul nome del premier

ROMA - Italia a un passo dal risolvere l'impasse politica in cui si trova impantana da più di due mesi? Forse. Oggi potrebbe essere la volta giusta. Dopo l'accordo sui temi del contratto per il "governo del cambiamento" nel triplice vertice di Milano, Salvini e Di Maio sembrano essersi accordati anche sul nome del premier, che sarà reso noto al capo dello Stato Sergio Mattarella nell'incontro previsto al Quirinale oggi pomeriggio. Il M5s salirà al Colle alle 16.30, la Lega alle 18. "Il nome del premier è stato trovato, ma bisogna aspettare che venga comunicato al presidente Mattarella" ha confermato il prof. Paolo Becchi, docente di Filosofia del diritto all'università di Genova ed ex attivista del Movimento 5 stelle, ai microfoni di «6 su Radio 1». Anche Nicola Molteni della Lega, tra i papabili membri dell'esecutivo gialo-verde, spiega: »Per rispetto delle prerogative del capo dello Stato Matteo Salvini e Luigi Di Maio presenteranno il nominativo unico e secco». Unitamente al nome verrà presentata anche la bozza di contratto che sarà la base programmatica, la "Bibbia rispetto alla quale il nuovo governo, se nascerà, troverà i dettami politici su cui muoverà i passi".
Chi potrebbe diventare premier
Sfumata l'ipotesi di affidare l'incarcio al fuoriuscito aspirante scrittore Alessandro Di Battista, M5s, nonostante il silenzio assoluto di Salvini e Di Maio, secondo gli analisi in pole position ci sarebbero cinque figure di spicco: l'ex rettore dell'Università Statale di Milano, Gianluca Vago; l'ex ministro dell'Economia, Giulio Tremonti; il capogruppo leghista Giancarlo Giorgetti, non ancora completamente bruciato come vorrebbero alcuni, l'economista della Bocconi Guido Tabellini, su cui però la Lega ha già espresso le sue perplessità, e Giulio Sapelli, economista di fama e docente alla Statale di Milano, che però al Corriere smentisce il suo possibile "sì": "Non parlo di me da sempre, ho fatto della riservatezza la mia cifra di vita. E quindi non commento. Però, da quanto ho letto, il programma M5s-Lega è un buon programma e come cittadino lo condivido». Piangono le femministe, che avevano sperato fino all'ultimo che a Palazzo Chigi potesse sedere per la prima volta una donna.
La squadra di governo
Per quanto riguarda l'esecutivo, la rosa dei nomi potrebbe già essere pronta, o quasi: Interni alla Lega, forse con Salvini alla guida, Esteri a Di Maio, e poi, sempre della Lega, Giorgetti qualora non fosse nominato premier, tra l'altro in lizza anche come sottosegretario alla presidenza del Consiglio e vicepremier; Gian Marco Centinaio, il presidente della commissione Speciale Nicola Molteni, il senatore Stefano Candiani, l'ideologo della flat tax leghista Armando Siri, Roberto Calderoli, Giulia Bongiorno e le due neoparlamentari Lucia Borgonzoni e Simona Bordonali. Dal lato 5 Stelle, si parla di Alfonso Bonafede, Pasquale Tridico, Mattia Fantinati, Vincenzo Spadafora, Stefano Buffagni, Riccardo Fraccaro, Laura Castelli e Danilo Toninelli.
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