18 ottobre 2019
Aggiornato 05:30

Gentiloni a Salvini e Di Maio: «Su migranti e accoglienza non un passo indietro»

L'ormai ex premier lancia un messaggio a Lega e M5s: «L'impegno dell'Italia deve proseguire»

Gentiloni a Firenze alla conferenza the State of the Union
Gentiloni a Firenze alla conferenza the State of the Union ANSA

ROMA - «Se dovessi dire che sul tema dei migranti c'è stata una enorme mobilitazione dell'Europa direi una inesattezza, l'operazione è stata fatta dall'Italia ed è un'operazione che deve proseguire, messaggio in bottiglia... Vabbè chiudiamola qui». Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni parlando a Firenze e lanciando di fatto un messaggio al nuovo governo a cui stanno lavorando Lega e M5s perchè prosegua la politica sui migranti attuata fino ad ora dall'Italia. Il premier ancora in carica, poi, punta il dito su quelli che sono i doveri di un governo d'Europa: «Sono convinto che la maggioranza degli italiani non vuole deragliare dall'impegno europeo, confido che su questa rotta continui la navigazione dell'imminente e prossimo governo. Questa è l'Italia e chi vorrebbe portarla altrove dovrebbe fare i conti non con una bagarre politica ma con la nostra storia e la nostra identità. È una rotta obbligata, per fortuna dell'Italia siamo in Ue e per fortuna dell'Europa l'Italia c'è».

«Il prossimo governo non deragli dall'Ue»
Gentiloni ha posto quindi l'accento sui «rischi che correrebbe il nostro Paese se scegliesse di andare fuori strada, se non desse continuità al risanamento dei conti e alla ristrutturazione del debito, se apparisse fragile davanti al mercato, se mettesse in dubbio la politica migratoria dei risultati che abbiamo raggiunto». IL punto è che »siamo a un anno di distanza dalle prossime elezioni europee che segneranno come la chiusura di un ciclo decennale che ha visto l'Ue attraversare fasi diverse ma tutte con grandi conseguenze» ha poi aggiunto il premier guardando al quadro europeo.

«No alle ricette sovraniste»
Infine, un altro messaggio ai due partiti: «Le risposte sovraniste come ha ricordato il presidente Mattarella ieri non sono soltanto sbagliate sono anche illusorie, per questo serve l'Europa. Sappiamo che il contagio di queste illusioni è andato avanti non è solo Brexit, non è solo Visegrad è anche il risultato delle elezioni in Italia». Un'Italia di questo genere «sarebbe una novità con un impatto grave e pericoloso nel contesto europeo» e del resto, ha aggiunto il premier, «nell'ultima campagna elettorale ho sentito proclami illusori quanto pericolosi».