14 ottobre 2019
Aggiornato 12:30

Due punti comuni e uno a testa: i 4 cardini dell'accordo tra Lega e M5s

Al M5s riconosciuto il reddito di cittadinanza. Alla Lega la detassazione delle imprese. Poi generici punti su legge Fornero e immigazione

Matteo Salvini e Luigi Di Maio
Matteo Salvini e Luigi Di Maio ANSA

ROMA - Immigrazione e legge Fornero sono due dei quattro temi principali sui quali si sta provando a costruire un accordo di governo tra Lega Nord e Movimento 5 stelle. Ma sono anche i due punti, a meno di sorprese, sui quali si entrerà meno nel dettaglio. Il motivo è semplice: se chiamato a scegliere se trovare coperture finanziarie su reddito di cittadinanza o legge Fornero, il Movimento 5 stelle non avrebbe dubbi. Si andrebbe diretti sul reddito. I motivi sono abbastanza ovvi: è una misura importante (soprattutto) per il Sud e per i giovani. E il boom elettorale del M5s è stato proprio al Sud e tra i giovani. Così, dopo i toni caldi della campagna elettorale, in cui si era parlato di cancellarla, ora, per preservare i conti dell'Inps, è molto più probabile che si parta solo con alcune modifiche della legge Fornero. Per quanto concerne invece la Lega Nord, Salvini sa bene che sull'immigrazione un singolo Paese europeo può fare ben poco se non iniziare a far pressione su Bruxelles per bloccare gli sbarchi e per un serrato controllo delle coste. Per questo il punto principale dell'accordo portato avanti dalla Lega Nord riguarda la detassazione delle imprese. E il motivo è sempre lo stesso: mantenere le promesse fatte nel proprio bacino elettorale. 

Cosa prevede il reddito di cittadinanza (M5s) 
Il reddito minimo garantito è una misura a sostegno del reddito nel momento in cui si cerca lavoro e, secondo la proposta del Movimento 5 stelle, dovrebbe andare a braccetto con la riforma dei centri per l'impiego. Ma chi avrebbe diritto al reddito di cittadinanza del Movimento 5 stelle? E come funziona? Tutto parte dall’analisi dell’Istat: povero, in Italia, è chi vive – da solo – con meno di 780 euro al mese. 

I requisiti per avere diritto al reddito di cittadinanza sono tre:

  • avere più di 18 anni;
  • essere disoccupati o inoccupati;
  • avere un reddito (di lavoro o pensione) inferiore alla soglia di povertà in Italia stabilita dall’Istat (oggi 780 euro).

Obblighi per mantenere il diritto al reddito di cittadinanza

  • Fornire disponibilità al lavoro presso i centri per l’impiego e accreditarsi sul sistema informatico nazionale per l’impiego.
  • Sottoporsi al colloquio di orientamento.
  • Accettare espressamente di aver avviato un progetto individuale di inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro.
  • Seguire il «percorso di bilancio previsto» e redigere, con il supporto di un operatore, il «piano di azione individuale funzionale all’inserimento lavorativo».
  • Svolgere con continuità un’azione di ricerca attiva del lavoro «documentabile attraverso l’accesso al sistema informatico nazionale per l’impiego e la registrazione delle azioni intraprese anche attraverso l’utilizzo della pagina web personale». L’azione di ricerca attiva del lavoro non può essere inferiore a due ore giornaliere.
  • Recarsi almeno due volte al mese presso il centro per l’impiego.
  • Accettare espressamente di essere avviato ai corsi di formazione o riqualificazione professionale. Tali corsi si intendono obbligatori.
  • Sostenere colloqui psico-attitudinali ed eventuali prove di selezione finalizzate all’assunzione.

Cosa prevede la flat tax (Lega Nord)
La proposta targata Lega di rivoluzionare l’attuale sistema fiscale italiano introducendo una flat tax, vale a dire un’imposta unica per tutti i redditi delle persone fisiche e delle imprese, ha una particolarità: mantiene il criterio di progressività del sistema tributario come previsto dalla nostra costituzione. Una seconda particolarità della proposta leghista sta proprio nel fatto di inquadrare la famiglia come nucleo fiscale, superando l’idea del singolo contribuente. Per superare l’attuale sistema impositivo formato da aliquote e scaglioni, la Lega propone una flat tax al 15%. Secondo la Lega, la flat tax dovrebbe essere accompagnata da una deduzione forfettaria di 3.000 euro per ogni membro della famiglia. Ma non in tutti i casi. Ecco la proposta: 

  • per i redditi fino a 35.000 euro è prevista la deduzione di 3.000 euro per ogni componente del nucleo familiare, compreso il contribuente; 
  • per i redditi da 35.001 a 50.000 euro la deduzione di 3.000 euro si applica per ogni familiare a carico; 
  • per i redditi superiori a 50.000 euro non è invece prevista nessuna deduzione.