17 agosto 2018
Aggiornato 01:30

Il ritorno di Monti, senza Mario Monti

Il Movimento 5 stelle punta al voto il 22 luglio. Di Maio: «Grazie Mattarella, ma noi un governo tecnico non lo voteremo»
L'ex premier tecnico Mario Monti
L'ex premier tecnico Mario Monti (ANSA/ GIUSEPPE LAMI)

ROMA - Il Quirinale è al lavoro per definire la squadra del governo di garanzia. Il presidente Sergio Mattarella è al lavoro con i suoi collaboratori per la scelta del premier e dei ministri che dovranno comporre l'esecutivo che il capo dello Stato invierà alle Camere alla ricerca di una fiducia che inqueste ore pare difficile ottenere, almeno stando alle dichiarazioni di Matteo Salvini e Luigi Di Maio. In caso di sfiducia resterà solo da decidere la data delle elezioni: o la metà di luglio o in autunno. Massimo riserbo al Quirinale sulle valutazioni in corso. Sono chiari però gli elementi certi che sono alla base delle valutazioni di Mattarella: grande attenzione alla presenza femminile, nessun politico in squadra e capacità di gestire i dossier internazionali e i conti pubblici. Un profilo che ricorda quello di Mario Monti vista l'attenzione alle questioni europeiste richieste dal Quirinale. 

I possibili premier
Nella rosa dei candidati premier di Mattarella figurano infatti in pole position Elisabetta Belloni e Marta Cartabia. Belloni, 60 anni, è la prima donna segretario generale della Farnesina, nominata da Paolo Gentiloni. Ed è anche docente di cooperazione allo sviluppo alla Luiss di Roma. Cartabia, 54 anni, è vicepresidente della Corte Costituzionale. Gli altri nomi in ballo sono quelli di Lucrezia Reichlin, 63 anni, economista, docente di Economia alla London Business School e direttrice generale alla Ricerca alla Bce e in ottimi rapporti con Mattarella. Tra gli altri nomi più quotati ci sono poi Carlo Cottarelli, 64 anni, già commissiario alla spending review a Palazzo Chigi e Salvatore Rossi, 69 anni, direttore Generale della Banca d'Italia dal 2013. Tra gli economisti un nome caldo è anche quello di Anna Maria Tarantola, 73 anni, giù vicepresidente di Bankitalia. Il governo Monti la nominò presidente della Rai. 

Il Movimento 5 stelle contro un altro governo alla Monti
«Ringrazio Mattarella per la pazienza avuta in questo periodo: io sono sempre stato onesto e lineare anche col Quirinale. Noi un governo tecnico o neutrale non lo votiamo perché significa portare al governo persone che non hanno connessione con le persone, rischierebbero di far quadrare solo i conti con un rischio che è lo stesso del governo Monti». Con queste parole il capo politico del Movimento 5 stelle, Luigi Di Maio, chiude ogni possibilità di via libera a un governo neutrale. Danilo Toninelli, capogruppo del M5s al Senato, ha fatto sapere che «capiamo il tentativo del presidente Mattarella ma siamo obbligati a ricordare che sono sessanta giorni che vogliamo dare al Paese un governo politico rispettoso del voto popolare, le abbiamo provate tutte e non possiamo accettare un governo di servizio, che evidentemente è un governo tecnico, che non ha un collegamento con la sensibilità popolare, che non passa per il voto popolare».