20 gennaio 2020
Aggiornato 02:00
Governo

Grillo rilancia a sorpresa il referendum sull'euro. E accusa gli altri partiti di colpo di Stato

Il fondatore del M5s ha rilasciato un'intervista al giornale francese Putsch in cui è tornato a parlare di euro e Europa

Il fondatore del M5s Beppe Grillo
Il fondatore del M5s Beppe Grillo ANSA

ROMA - "Parlo della realtà attraverso il filtro di questo spirito diabolico": questo il titolo dell’intervista che Beppe Grillo ha rilasciato al sito d’attualità culturale francese Putsch, dove è tornato a parlare, a sorpresa, di euro, rilanciando l’obiettivo di un referendum sull’eurozona e sostenendo di volere che il «popolo italiano si esprima». Alla domanda se l’Unione europea rispetti la libertà dei popoli europei, Grillo ha dato una risposta articolata. «Dipende da cosa s’intende per libertà delle persone. Libertà: cosa significa? Libertà, fratellanza… è il significato delle parole…ci mancano le parole per definire nuovi concetti. Oggi democrazia è decentralizzata negli Stati». Andiamo verso l’autonomia e l’indipendenza, oltre che verso il federalismo del pensiero, delle energie, dei flussi e delle politiche, della democrazia in particolare, ha spiegato il fondatore del Movimento cinque stelle. «Dovremmo avere – ha continuato – un’Europa delle regioni su scala mondiale. Un’Europa come quella che abbiamo avuto fino a ora mi lascia nel dubbio», ha detto.

I 7 punti su cui ha riflettuto il M5s
Grillo ha continuato affermando che i «trattati firmati erano giusti ma sono stati deformati dai regolamenti» e, in questo senso, il M5S ha riflettuto su 7 punti tra i quali il Patto budgetario europeo, gli eurobond, le euro-obbligazioni o la condivisione del debito. «Se noi siamo un’unione di paesi, dovemmo condividere. Perché ci sono due economie…quella del Nord e quella del Sud. E noi, gli italiani, siamo nel Sud». Per questo, ha continuato Grillo «io ho proposto un referendum sull’eurozona, io voglio che il popolo italiano s’esprima. E’ d’accordo? C’è un piano B? Bisogna uscire dall’Europa?».

Grillo accusa gli altri di colpo di Stato
«Per due mesi hanno fatto i bravi, ‘gli istituzionali’. Oggi capiscono finalmente di non avere i numeri per Palazzo Chigi e quindi sbroccano. Beppe Grillo accusa gli altri partiti di colpo di Stato per la legge elettorale, dimenticando che grazie al Rosatellum i Cinque Stelle hanno preso il 36% dei seggi, nonostante si siano fermati al 32% dei voti. Intanto dal Blog arriva il contrordine, e a denunciarlo è anche Matteo Renzi sulla sua pagina Facebook: "Il PD torna a essere un partito di delinquenti, non più il compagno di strada verso il Governo. Sui social tornano gli insulti, le campagne di odio condotte dai finti profili, il giustizialismo».