23 ottobre 2018
Aggiornato 16:00

«A fermare l'arroganza grillina ci penserà Matteo Renzi»

Lo dice Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato: «Di Maio tiene l'Italia in ostaggio per le poltrone»
Matteo Renzi
Matteo Renzi (ANSA)

ROMA - Luigi Di Matio tiene «l'Italia in ostaggio» per non rinunciare alla poltrona di Premier. Lo dice Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato.
«Oggi - dice Mulè - la quotidiana lezione di democrazia a Luigi Di Maio, che tiene l'Italia appesa alla ricerca di una maggioranza purchessia dopo le elezioni del 4 marzo, è sul concetto di alleanza politica. Il leader 'a termine' dei 5Stelle si è prodotto in una lenzuolata sul Corriere della sera che ricorda le intemerate di Adriano Celentano con tanto di punti esclamativi sparsi qua e là, gli mancano solo alcune parole scritte in maiuscolo e la metamorfosi sarà completa».

Di Maio spericolato
Continua l'esponente di Fi: «A parte che di 'molleggiato' ha solo l'essere spericolato nel cercare forsennatamente da una parte all'altra del Parlamento una maggioranza pur di assicurarsi il posto da premier e le poltrone che a parole tanto disprezza, Di Maio commette l'ennesimo errore blu in tema di democrazia quando afferma che 'un'alleanza è uno scambio di poltrone, un do ut des di potere'».
Per Mulé, "dopo la batosta rimediata in Molise, stasera con i risultati delle elezioni regionali del Friuli Venezia Giulia avrà l'ennesima prova di che cosa significhi per il Centrodestra essere alleati: riscuotere, cioè, la fiducia dei cittadini sulla base di valori e programmi condivisi dai diversi partiti della coalizione".

Spetta al centrodestra governare
«Il potere e la sete delle poltrone - conclude - è quella che invece anima Di Maio e i dirigenti dei 5 Stelle. A fermare l'arroganza grillina ci penserà la salvaguardia della dignità e della coerenza che a nome del Pd ha annunciato Matteo Renzi, il quale secondo quanto gli attribuisce Repubblica fra virgolette, sostiene una sacrosanta verità: 'Se quelli che hanno preso il 37 per cento vanno all'opposizione e noi con il 18 andiamo al governo, gli italiani si chiederanno a cosa serve votare. Ecco, questo io non me lo voglio sentire dire'. E infatti è dal giorno successivo alle elezioni del 4 marzo che 'quelli che hanno preso il 37 per cento' lo ripetono: spetta al centrodestra governare sulla base del programma votato dalla maggioranza degli italiani. Il problema è farlo capire a Luigi Di Maio».