25 settembre 2018
Aggiornato 02:00

«Centrodestra o muerte»: Salvini e Meloni tentati dalla ribellione

Non può tornare la sinistra bocciata da italiani e cacciare noi
Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi
Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

GORIZIA - Centrodestra imprescindibile: o vittoria o muerte. "Gli italiani hanno votato in maggioranza il centrodestra, o c'è un governo di centrodestra o non c'è nessun governo. O c'è la Lega al governo o si torna a votare domani mattina». Lo ha dichiarato, da Trieste, il leader della Lega, Matteo Salvini, concludendo la campagna elettorale per le Regionali in Friuli Venezia Giulia. "Con Renzi e con il Pd mai, né in Friuli Venezia Giulia né in Italia", chiosa. Il leader del Carroccio è netto, come sempre: "Se domenica migliaia di cittadini friulani daranno questo voto a noi penso che a Roma qualcuno lunedì si sveglierà capendo che aria tira e se pensano di fare un governo senza la Lega hanno sbagliato a capire perché l'Italia si ribella». Se qualcuno pensa di riportare al governo la "sinistra bocciata dagli italiani e cacciare fuori la Lega ha capito male", ha aggiunto, "democraticamente, rispettosamente, pacificamente, ma un conto è essere buoni, un conto è passare per fessi. La coerenza io non la mollo, la lealtà, il rispetto degli accordi presi con i cittadini italiani".

Nessun tradimento per i ministeri
Sul nodo ministeri Salvini replica secco che sono settimane che qualcuno gli propone ministeri su ministeri per un patto, "ma io non tradisco per i ministeri». Allo stesso tempo, non sono scemo e se sento dire che se si vota Lega chissà che succede, allora vi dico: votate Lega".  E la prima legge che verrà approvata, nel caso, in Parlamento è la legittima difesa, "sempre e comunque legittima difesa" se nella propria casa dice Salvini. "Il problema non è il colore della pelle, a Trieste e in Italia devono aver paura i delinquenti". 

"L'Europa pensi alle sue cose"
In merito all'Europa che, da Bruxelles, entra in campo per dire che teme un governo non affidabile in Italia, il leader del Carroccio rassicura: "L'Europa pensi alle sue cose, all'Italia, ai pensionati e lavoratori italiani pensiamo noi, se andiamo al governo la legge Fornero salta, dicano quello che vogliono a Bruxelles e a Parigi». Se si vota Lega la musica cambia, in Italia e in Europa, e non si andrà più con il cappello in mano a Bruxelles, assicura. "I nostri programmi, a differenza di altri, non ambiano a seconda delle convenienze. Ridurre le tasse, tagliare un po' di burocrazia, mandare in pensione le persone dopo 41 anni di lavoro, per me rimangono delle priorità». "Domenica, ogni voto in più alla Lega serve per vincere in Friuli Venezia Giulia e per vincere in tutta Italia!", ha aggiunto. "L'Italia ha bisogno di un governo serio e coerente, sbaglio? Se smettono di litigare sulle poltrone, io sono pronto!". 

Berlusconi: Salvini leale
A chi cerca di mettere zizzania sostenendo che Salvini vuole spaccare la coalizione risponde Berlusconi in persona: "Menzogne che mettono in giro i nemici del centrodestra». Così il leader di Forza Italia da Trieste sulle voci di una rottura con la Lega. "Salvini è assolutamente convinto di andare al governo con il centrodestra. E' leale e mai spezzerà la nostra coalizione che non è artificiale ma è insieme da 20 anni". Cosa si augura per l'Italia? "Che ci sia un governo democratico e competente. Sarebbe un male tornare al voto». E conclude: "Chi ha vinto queste elezioni ha il diritto e il dovere di fare un governo». Logico dunque secondo il Cavaliere aspettare che il Pd assuma, "come ha immaginato di fare", una decisione nella direzione del 3 maggio e poi si ritorna. E' convinto che la soluzione non possa essere che quella di un governo del centrodestra che si presenti in Parlamento con "tre, quattro cose importanti e obiettivi" da fare nei primi 100 giorni "trovando sicuramente in Parlamento i voti per la maggioranza necessaria". 

Meloni: Fdi pronta a scendere in piazza
Nel dibattito interviene anche Giorgia Meloni, che invece punta il dito conto la presunta centralità decisionale del Pd: "Penso che sia assolutamente vergognoso vedere l'Italia appesa alla direzione nazionale di un partito che alle elezioni è arrivato terzo e che i cittadini hanno detto in tutti i modi di voler mandare a casa" ha detto la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, a margine della visita alla Caserma Brunner di Villa Opicina (Trieste), sede del reggimento Piemonte cavalleria. "È colpa della legge elettorale che Fratelli d'Italia non ha votato - ha aggiunto - ma è anche colpa del M5S che pur di mettere Luigi Di Maio seduto sulla poltrona di presidente del Consiglio è disposto a riesumare il Pd. Quando gli italiani hanno detto chiaramente che il Pd lo vogliono a casa». "Fratelli d'Italia è pronta a scendere in piazza, ma chiede al presidente della Repubblica il rispetto della volontà popolare e un incarico pieno al centrodestra, a Salvini, per andare a cercare i voti in Parlamento", ha concluso Meloni.