26 settembre 2020
Aggiornato 20:30
Post-elezioni

M5s punta a presidenza della Camera, ma il Pd: «Presidente di garanzia, no forzature di parte»

Martina: confronto istituzionale trasparente, indipendente da soluzioni per il governo

ROMA - Per la presidenza delle Camere il Pd e' disponibile a un confronto istituzionale «trasparente» tra tutte le forze parlamentari per individuare figure di garanzia, autorevoli e rappresentative e non invece «forzature di parte». E' questa, a quanto si apprende da fonti Pd, la posizione espressa al Nazareno del Segretario reggente Maurizio Martina. La posizione Dem quindi rimane ferma a quella espressa in direzione e verrà ribadita a tutti gli interlocutori: netta separazione tra la scelta delle presidenze di Camera e Senato e i temi di governo.

Di Maio, il colloquio con Salvini e la presidenza della Camera
L'annuncio giunge dopo che il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha rivendicato al Movimento, in virtù del risultato elettorale ottenuto, la presidenza della Camera, e dopo l'inizio del dialogo con altri partiti a questo proposito. Il primo della lista, l'altro grande vincitore di queste elezioni, il leader della Lega Matteo Salvini. «Il MoVimento 5 Stelle è la prima forza politica del Paese, con il 32% dei voti, pari a quasi 11 milioni di italiani che ci hanno dato fiducia, e che alla Camera abbiamo il 36% dei deputati. Per noi questa volontà è sacrosanta e vogliamo che venga rispecchiata attraverso l'attribuzione al MoVimento della presidenza della Camera dei Deputati. Questo ci permetterà di portare avanti, a partire dall'Ufficio di Presidenza, la nostra battaglia per l'abolizione dei vitalizi e tanto altro", ha scritto Maio raccontando su Facebook i contenuti della teloefonata avuta questa sera con Matteo Salvini.«Così come Salvini ha riconosciuto il nostro straordinario risultato - ha continuato Di Maio - anche io ho riconosciuto il successo elettorale ottenuto dalla Lega. Domani i nostri capigruppo Giulia Grillo e Danilo Toninelli si confronteranno anche con le altre forze politiche. L'interlocuzione sulle presidenze delle Camere, come abbiamo già detto, è slegata da ciò che riguarderà la formazione del governo». In ogni caso, ha precisato Di Maio, «non è in programma nessun incontro».

Martina: nessun contatto con M5S
Dal canto suo, il reggente del Pd Maurizio Martina ha già smentito categoricamente i rumours a proposito di contatti fra Pd e M5S per la presidenza della Camera. Lo ha assicurato, ospite di Porta a Porta su Rai1, rispondendo a una specifica domanda sul lavoro delle diplomazie per un ipotetico ruolo a Montecitorio da attribuire a Dario Franceschini. Martina ha negato contatti ma ha aggiunto: «Ci sono prerogative della presidenza della Repubblica anche nella costruzione di questa fase che non possono essere intaccate». Sul punto politico della richiesta di confronto avanzata dal M5S, Martina ha ricordato che «quando nel 2013 è toccato a noi, a parti invertite, il Pd la sua responsabilità se l'è presa». Ma «in Parlamento siamo pronti al confronto», ha precisato a proposito della fase della scelta dei presidenti delle Camere.