15 dicembre 2018
Aggiornato 22:00

Salvini: al lavoro per il governo, ma fuori il Pd. Porterò al Colle un programma per 10 anni

Il leader della Lega Matteo Salvini ha parlato alla Stampa estera dopo aver ricevuto mandato dai suoi alleati di cercare una soluzione per le Camere e il governo

Il segretario della Lega Matteo Salvini arriva alla Stampa Estera
Il segretario della Lega Matteo Salvini arriva alla Stampa Estera (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA - "Sento forte il dovere di tener fede al mandato di 12 milioni che hanno scelto il centrodestra e di quasi 6 milioni che hanno scelto la Lega: stiamo lavorando per dare un governo a questo Paese con un programma di centrodestra aperto ad arricchimenti, contributi e proposte ma non stravolgimenti. Sarebbe irrispettoso coinvolgere chi ha perso le elezioni e quindi no a qualsiasi governo che abbia al centro Gentiloni, Boschi, Minniti». Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini parlando alla Stampa estera. Forte del risultato elettorale, è il leader leghista che ottiene da Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni il mandato a trattare per trovare una soluzione per le presidenze delle Camere. Intanto, ma non solo. Secondo alcune ricostruzioni giornalistiche già oggi Salvini prenderà contatto con il leader del Movimento cinque stelle Luigi Di Maio e con il segretario reggente del Pd Maurizio Martina per la questione delle presidenze delle Camere.

«Porterò al Colle un programma per dieci anni» 
Sottolinea la necessità di un governo «in piena carica appena possibile», facendosi carico del mandato ricevuto dal centrodestra di sciogliere il nodo della presidenza delle Camere. Assicurando, però di «non avere la smania di fare il premier a tutti i costi». Ai cronisti Salvini spiega di star «lavorando per portare al presidente della Repubblica e al Parlamento un programma che duri 10 anni perché la nostra ambizione è portare fuori il Paese dalle sabbie mobili, a partire da lavoro, flat tax, cancellazione della legge Fornero e quindi pensione, stabilizzazione del lavoro e quindi l'opposto della precarizzazione imposta da Bruxelles».

Nessun veto da Berlusconi
A Salvini, poi, sarebbe stato dato anche il mandato a trattare per la formazione del governo, M5s compresi senza ‘veti’ da parte di Berlusconi. Tra le proposte sul tavolo quella di fare assumere al segretario del Carroccio – ma a quanto pare lui non ha preso in considerazione l’appello degli alleati – la presidenza del Senato in modo che a lui il presidente della Repubblica conferisca un mandato esplorativo per costruire un esecutivo. Comunque sia il centrodestra a Palazzo Madama ha, dopo il quarto scrutinio, i numeri per fare eleggere il ‘suo’ presidente d’aula. «Per quanto riguarda le presidenze delle Camere - ha detto Salvini - mi faccio carico del mandato del centrodestra di contattare tutti i leader di partito per capire desideri e esigenze e poi attenderemo le scelte del presidente della Repubblica, confidando che l'Italia abbia il prima possibile un governo in piena carica e non vorremo che a Bruxelles, anzi a Berlino abbia già preparato le politiche economiche per i prossimi 7 anni. Vogliamo un'Italia da protagonista».