11 dicembre 2018
Aggiornato 23:00

Calenda torna a smentire: Non mi candido, voterei donne come Finocchiaro o Pinotti

"Surreale che venga candidato anche se dico di no", si lamenta Carlo Calenda, tornando a smentire le voci di una sua presunta candidatura alla guida del Pd
Carlo Calenda.
Carlo Calenda. (ANSA / GIORGIO ONORATI)

ROMA - «Intanto sono sei. Questa roba per la quale uno continua a ripetere che non si vuole candidare ma lo candidano uguale è surreale. Poi è verissimo che il Pd ha donne di grande qualità io Anna Finocchiaro e Roberta Pinotti le voterei subito». Nel giorno in cui andrà in scena l'attesissima direzione, il ministro Carlo Calenda smentisce nuovamente le voci riguardo una sua presunta candidatura alla guida del Partito Democratico, a cui si è iscritto all'indomani della batosta elettorale. E sarà una strana direzione del Pd, quella di questo pomeriggio, con al centro le dimissioni del segretario Matteo Renzi, che però (salvo sorprese dell'ultima ora) non ci sarà. «Tornerò all'assemblea, e li spiegherò le mie ragioni», ha detto a chi ci ha parlato in questi giorni.

Renzi non ci sarà ma detta la linea
Non ci sarà Matteo Renzi, ma il segretario dimissionario ha ribadito in queste ore la linea per il Partito in vista delle consultazioni. In una lunga intervista al Corriere della Sera, Renzi ha tracciato un bilancio degli ultimi 4 anni, che ha definito «difficili ma belli», ma ha anche ribadito il suo no a un'alleanza con i 5 Stelle.  "Non esiste governo guidato dai 5 Stelle che possa ottenere il via libera del Pd». Renzi chiude anche a un governo di unità nazionale osservando che «noi purtroppo siamo il quarto gruppo parlamentare, non più il primo: gli appelli alla responsabilità sono sempre utili, ma si rivolgono soprattutto ai gruppi più grandi»

Emiliano: stupito dalle dimissioni di Renzi
Quanto all'assenza di Renzi in direzione, l'esponente della minoranza Michele Emiliano commenta così: «Io non ricevo informazioni su quello che fa Renzi, sono fuori dalla sua chat evidentemente». Di certo, per Emiliano - favorevole a un sostegno Pd ai Cinque Stelle, «bisognerà prendere atto della lettera di dimissioni e andare avanti. Questa legge elettorale vince chi arriva terzo, ha vinto di nuovo il Pd, questo bisogna che lo sappiano tutti. Tant'è che mi sono meravigliato che si sia dimesso perchè in questa fase in cui è centrale il ruolo del Pd e staremo a vedere come cercheremo di superare questo momento difficile dando un governo all'Italia" ha detto da Massimo Giletti a Non è L'arena su La7.