21 settembre 2018
Aggiornato 08:00

Cultura: la Regione di Zingaretti? Sponsorizza un “museo illegale”. Le opposizioni protestano

“Lazio Creativo”, il Programma della Regione Lazio per la creatività, promuove una struttura nel degrado e gestita da rom. La denuncia del consigliere Garipoli
La schermata del sito Lazio Creativo in cui compaiono "gli spazi" museali dell'ex Miralanza
La schermata del sito Lazio Creativo in cui compaiono "gli spazi" museali dell'ex Miralanza (DiariodelWeb.it)

ROMA – I romani più grandi si ricorderanno sicuramente dell’ex Miralanza in zona Marconi, una immensa fabbrica di sapone costruita nel 1899 e chiusa nel 1957. Una parte di questa struttura oggi ospita il teatro India, mentre il resto è in totale abbandono. È possibile che un complesso pericolante e caduto nel degrado possa essere spacciato come uno spazio espositivo? Per la Regione Lazio guidata dal neo-riconfermato Nicola Zingaretti è possibilissimo visto il sito istituzionale Lazio Creativo che rilancia la struttura.

Pericolante (e pericoloso)
L’accesso allo «spazio espositivo», come viene riportato sul sito (leggi qui), è dietro alcuni cassonetti in via Amedeo Avogadro. Altrettanto orgogliosamente al link di Lazio Creativo che descrive l’ex Miralanza, si legge che «dopo sessant’anni di totale abbandono il resto della struttura era diventato uno scenario apocalittico, fino all'arrivo di 999Contemproary. Con soli 23mila euro ha preso vita un nuovo museo. Nuovo in tutto, soprattutto nell'approccio: nessun serivizo igienico, nessun negozio, tacchi vivamente sconsigliati». Wow, e questa sarebbe l’arte e la cultura di cui la sinistra che guida la Regione Lazio si vanterebbe di promuovere? Sul sito di 999Contemporary, il progetto che rivendica questa «opera culturale», l’ex Miralanza viene definito come «Museo Abusivo Gestito dai Rom - illegal museum run by gypsies» (Guarda il video alla fine dell'articolo).

L’interrogazione di Garipoli (FdI)
In questi anni la situazione dell’ex Miralanza è stata denunciata dal consigliere municipale Valerio Garipoli, capogruppo di Fratelli d’Italia e Vice Presidente Affari Generali in municipio XI. «La situazione all’interno della struttura dell’ex Miralanza – ha dichiarato Garipoli al DiariodelWeb.it – è paradossale e sintomo di una mancanza di controllo da parte del Presidente del Movimento Cinque Stelle. Illegalità, degrado ed insicurezza sono oramai elementi con cui i residenti di Marconi sono costretti a vivere. È inaccettabile tollerare ancora tutto questo dove un’associazione artistica e culturale utilizza uno stabile pericolante e lo lascia gestire - a scopo di lucro - ad un nomade il tutto con il patrocinio della Regione Lazio. Sarà mia continuare a denunciare tale incresciosa situazione alle forze dell’ordine così come fatto nel gennaio 2017».

Oltre un anno senza risposte
Nell’interrogazione fatta da Garipoli veniva sollecitato un provvedimento di urgenza al fine di fare chiarezza sulla questione ripristinando una situazione di sicurezza. Nella relazione prodotta dall’ex comandante gruppo XI Marconi Polizia locale, dott. Stefano Marconi,  a seguito del sopralluogo effettuato dagli agenti, veniva comunicata «la necessità di ripristino della recinzione sul lato di via Tirone che risulta parzialmente divelta. Nell'occasione è stata anche accertata la presenza di tre occupanti di nazionalità rumena che venivano prontamente allontanati senza però la possibilità di provvedere all'abbattimento delle baracche per mancanza di mezzi idonei».

I pericoli di una mostra
Sempre nella relazione si legge che «all'interno dell'area oltre ad insistere una colonia felina regolarmente autorizzata non si esclude la presenza di cani di grossa taglia. Si fa altresì presente che all'interno del plesso sono presenti numerosi murales di un artista francese tale Seth che in alcuni siti internet pubblicizza le modalità per accedere allo stabile bypassando la recensione. Continuando ad assicurare la continua vigilanza del plesso si chiede agli enti in indirizzo di mettere in atto tutte le determinazioni necessarie alla Bonifica e messa in sicurezza dell'area al fine di scongiurare la possibilità di nuove occupazioni in loco». Chi permette che uno spazio così pericoloso resti aperto? Di quali agganci e coperture questi sedicenti artisti riescono a godere?

Un’altra vita per lo spazio
Tra le criticità di Roma c’è sicuramente la mancanza di spazi di aggregazione, oltre alla carenza di strutture da riconvertire per alloggi popolari. L’immenso spazio dell’ex Miralanza potrebbe sopperire a queste insufficienze e invece la Regione Lazio e il municipio a 5 Stelle preferiscono voltarsi dall’altra parte, facendo passare per cultura qualcosa di degradante e molto pericoloso. Non sono mancate poi velate minacce a chi ha provato a denunciare questa situazione: nell’intervista del Manifesto a Tito, la guida rom illegale del museo abusivo, viene invitato il consigliere Garipoli ad «avvertire prima del suo arrivo per mangiare insieme un bel porchetto». «Non so quanto sia riferito a me quell’invito» ci ha dichiarato Garipoli «La mia intenzione è continuare a far luce su uno spazio che merita un’altra destinazione nel rispetto di un intero quartiere e di tutto il Municipio». E forse anche per rispetto alle parole «arte» e «cultura». Ma ora, invece di mangiare il porchetto rom, gli artisti alternativi staranno brindando per la riconferma di altri cinque anni di Zingaretti.