16 agosto 2018
Aggiornato 11:37

Chi è Christian Greco, il direttore del Museo Egizio che si è scontrato con Giorgia Meloni

È diventato famoso da qualche ora, per l'attenzione mediatica sollevata dalla visita di Giorgia Meloni e dalla polemica politica. Ma chi è Christian Greco?
Il direttore del Museo Egizio Christian Greco discute con Giorgia Meloni.
Il direttore del Museo Egizio Christian Greco discute con Giorgia Meloni. (ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)

TORINO - È diventato famoso da qualche ora, per l'attenzione mediatica sollevata dalla visita della leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, che, durante un comizio in Piemonte, ha protestato davanti al Museo Egizio per alcune agevolazioni offerte ai cittadini di lingua araba. Lui, il suo direttore, Christian Greco, durante quelle proteste è uscito e si è confrontato a quattr'occhi con la Meloni davanti alla telecamere. Dopo qualche ora, con una nota ufficiale, Fratelli d'Italia ha promesso di sostituirlo non appena il centrodestra vincerà le elezioni. L'accusa, in particolare, è quella di razzismo contro gli italiani, ma lui si è difeso citando le tante altre promozioni, rivolte ad esempio ai giovani, che hanno permesso al museo di avvicinare la cittadinanza alla cultura. Ma chi è Christian Greco?

L'Erasmus che gli cambiò la vita
Il Corriere della Sera gli ha dedicato un ritratto in tempi non sospetti, ben prima che lo scontro con la Meloni lo rendesse il direttore museale più famoso d'Italia. Il quotidiano di via Solferino, in particolare, racconta della sua prima esperienza internazionale, l'Erasmus, nella fredda Olanda, a Leiden, nel 1997. Un'esperienza che gli servì non solo a imparare l'olandese, una delle lingue più difficili del mondo, ma anche a introdurlo agli scavi, con l’impegno di pubblicare tutti i materiali metallici raccolti poco distante da Aleppo. Per mantenersi, le pulizie nei bagni pubblici della stazione, ma anche un lavoretto come guardiano di notte all’hotel Ibis. Poi, dopo gli studi e sempre a Leiden, a soli 34 anni è diventato direttore del Museo Nazionale.

L'incontro con l'Egitto
L'incontro con l'Egitto è giunto ancora prima, a 12 anni, durante un indimenticabile viaggio sul Nilo in compagnia della mamma. Al Corriere, Greco racconta dell'illuminazione avuta di fronte al tempio di Ramsete. I genitori - papà architetto, madre negoziante - non erano d’accordo all'idea che lui volesse intraprendere una carriera nell'arte, per via delle poche possibilità che essa (pensavano, e comprensibilmente) gli avrebbe aperto. Un timore evidentemente sconfessato, anni dopo, dagli allestimenti in mezzo mondo, da New York a Helsinki, che recano il suo nome.

Il Museo Egizio, il più antico del mondo
La sua concezione di "museo" è più simile a quella americana che a quella italiana. «Io credo ai musei come centri di ricerca, come agorà aperta, capaci di programmare e di crearsi nuove possibilità di crescita» racconta al Corriere Greco. E il Museo Egizio di Torino è una perla nel panorama italiano: il più antico del mondo, vanta un bilancio annuale da un milione di visitatori, 9,5 milioni di euro d’incasso, ricavo netto di 810.000 euro, investiti in quattro fondi che corrispondono ad altrettanti progetti, dalla digitalizzazione degli archivi al progetto di «Public archeology» per rendere condiviso il proprio patrimonio. Il tutto in regime di autofinanziamento.