Italia | Elezioni politiche 2018

Pd, Casini: hanno vinto Cinque Stelle e Salvini, auguri al Paese. Pd? Si avvii riflessione

"I bolognesi mi vogliono bene, sarò senatore per tutti", ha dichiarato Casini dopo la sua elezione

Pier Ferdinando Casini.
Pier Ferdinando Casini. (ANSA /GIRGIO BENVENUTI)

BOLOGNA - I «risultati» che escono dalle urne vanno accettati perché questa è "la democrazia». Il 4 marzo «hanno vinto i Cinquestelle e Salvini", perciò non rimane altro che "fare gli auguri a loro e al Paese». È stato questo il commento del leader di Centristi per l'Europa, Pier Ferdinando Casini, eletto in Senato nel seggio di Bologna. «La democrazia è fatta di risultati: hanno vinto i Cinquestelle e Salvini - ha detto Casini -. Questa è la realtà e le chiacchiere stanno a zero. Hanno vinto sulla protesta, oggi hanno il dovere, se ne sono capaci, di avanzare una proposta di governo per il Paese. Per cui auguri a loro e al nostro Paese soprattutto».

La candidatura a Bologna
«Io ho voluto candidarmi a Bologna - ha proseguito - perché sapevo che i bolognesi mi vogliono bene. Ho avuto ragione». Proprio a Bologna si è consumato uno scontro con il candidato di Leu, l'ex governatore dell'Emilia-Romagna, Vasco Errani, che però non è andato oltre il quarto posto. «Errani faceva la sua campagna, l'ha fatta con lealtà ma era anche scontato questo», ha tagliato corto l'ex presidente della Camera. «Ringrazio Bologna e i bolognesi - ha commentato Casini il giorno dopo il voto -. Dopo tanti anni di Parlamento mi sopportano ancora perché forse si vede che hanno capito chi sono. Mi hanno dato ancora stima, considerazione ed affetto. Li contraccambierò facendo il senatore di Bologna, rispondendo a tutti maggioranza e opposizione, per me non ci sono divisioni». Ora «si tratta di rappresentare Bologna che secondo me è la più bella città d'Italia. Il mio impegno sarà questo - ha concluso -. Sono tornato alle origini e tornerò alle origini anche nella presenza della mia città».

Pd? Io non sono di sinistra
Ma dopo il risultato elettorale disastroso per il Pd, Pier Ferdinando Casini sembra voler ricordare a tutti di non essere di sinistra. «Io non ho vinto da solo», ha ammesso l'ex leader Udc, «L'incontro tra moderati e progressisti ha funzionato bene. Ha, come si usa dire dato i suoi frutti, ma io non sono diventato di sinistra. I cittadini conoscono bene la mia storia. Sono un bolognese che ama la sua città e che rispetta il suo popolo, con le proprie radici e tradizioni»«Io non sono del Pd», ha ribadito in un'intervista al Quotidiano nazionale. Ma su quello che dovrebbe fare il Pd ha le idee chiare: «Si avvii una riflessione seria sul fatto che, in tutt'Europa, la socialdemocrazia è marginalizzata o addirittura sta scomparendo», dice, «Non sarà un caso se subiamo il populismo come gli altri. Prendiamo atto che in questa fase storico-politica siamo sconfitti. Ma è possibile che, a Ferrara, la Lega sia il primo partito? Sì, è possibile»