7 dicembre 2019
Aggiornato 23:30

Renzi e i suoi «100 piccoli passi» di presunto pragmatismo

"100 impegni realizzabili" del segretario dem, presentando il programma elettorale all'Opificio Golinelli a Bologna. Intanto fuori infuria la polemica con i 5S

Il segretario del Pd, Matteo Renzi, durante la presentazione del programma elettorale del partito nella sede dell'Opificio Golinelli, Bologna
Il segretario del Pd, Matteo Renzi, durante la presentazione del programma elettorale del partito nella sede dell'Opificio Golinelli, Bologna ANSA

BOLOGNA - Ci sono "tre versioni" del programma del Pd: "una versione malloppo, che Nannicini chiama versione nerd, di una sessantina di pagine. Poi c'è una versione sintetica di una quindicina di pagine, per chi preparava gli esami sui Bignami. E poi c'è una terza versione, più rischiosa, che propone un metodo nuovo. Quelli promettono il reddito di cittadinanza da dare forse con i soldi del Monopoli, noi cento piccoli passi avanti per l'Italia, cento impegni realizzabili partendo da cento cose che abbiamo fatto" ha detto il segretario del Pd Matteo Renzi, presentando il programma elettorale Dem all'Opificio Golinelli a Bologna. "Non spareremo cifre a caso come chi dice 100 miliardi per il reddito di cittadinanza, che è il massimo incentivo per licenziare e perdere posti di lavoro" (i punti salienti del nuovo programma Pd li trovate qui).

"Noi non promettiamo effetti speciali"
"Tutti si aspettano gli effetti speciali in questa campagna, c'era una pubblicità quando eravamo giovani: potevamo stupirvi con effetti speciali... Questa campagna elettorale sembra la brutta copia di quella pubblicità: c'è gente che racconta cose inaudite e pensa che siamo così creduloni da crederci. Noi vogliamo riportare la discussione alla concretezza e al pragmatismo" spiega Renzi.

Ottimismo: "Siamo al 23%"
Dice di vedere alla portata l'obiettivo per il Pd di essere il primo gruppo parlamentare, unico modo per "dare le carte" dopo il voto, quando ci sarà da formare un governo. Il segretario Dem scorre i sondaggi e con i suoi si dichiara "ottimista». "Siamo intorno al 23%, le polemiche sulle liste ci hanno fatto perdere qualcosa, al massimo uno 0,5%, ma che può essere riassorbito", si dice certo. Anche perchè "per un mese non ci dovrebbero essere polemiche, anche se siamo capaci di inventarle", dice tra l'ironico e lo scaramantico. E perché il sostegno di Romano Prodi è stato gradito e apprezzato, il professore, "ha fatto la sua parte", dice ai suoi.

"Metà dei candidati M5s vengono da noi"
Dopo Bologna, sabato il segretario lancerà la sua campagna a Scandicci (Firenze) e lunedì al teatro Eliseo di Roma ci sarà l'evento con tutti i candidati Dem. "Così la parte organizzativa sarà finita, e potremo partire", spiega. Il segretario ancora, però, non sa come sarà impostata la sua campagna. Sicuramente non ci sarà un tour (quello in treno è finito da poco), certamente sarà presente sul collegio ma poi potrebbe fare, oltre a interventi in Tv e radio, uscite selezionate in alcuni luoghi simbolo e un evento di piazza a fine campagna. Renzi ha però ben chiari gli strumenti (le cose "concrete" e non gli "effetti speciali") e come affrontare gli avversari: grande durezza dunque con Matteo Salvini; il tentativo di sottolineare le "contraddizioni" di Luigi Di Maio ("che cambia idea ogni giorno"); l'argomento del voto utile a sinistra perchè "un voto a D'Alema è un voto a Salvini». L'obiettivo è essere il primo partito, anzi il primo gruppo parlamentare. "Perché per assurdo - argomenta - in un tavolo a quattro con M5s, Lega, Forza Italia e Pd, cosa che non accadrà, se siamo il primo partito chi dà le carte? Di Maio pensa di far lui il premier di un governo di larghe intese?" E poi c'è il fatto, che Renzi nota, che "è incredibile: metà dei candidati M5s vengono da noi, c'è chi era due mesi fa all'assemblea programmatica".

Polemica sugli 80 euro
Intanto riesplode la polemica Pd-M5s, questa volta sugli 80 euro, il bonus mensile introdotto dal governo Renzi per i redditi inferiori a 26mila annui. Secondo il senatore dem Stefano Esposito i pentastellati intendono abolirlo: "Alessio Villarosa - scrive su Twitter Esposito - autorevole esponente M5s ha dichiarato ad Omnibus su La7 che intendono togliere gli 80 euro a 10milioni di italiani. Promettono cose irrealizzabili e intanto tolgono le misure a favore degli italiani». Una fake news, si difende Villarosa su Facebook, dove promette di pubblicare presto il video integrale della trasmissione. Ma intanto dal Pd parte il fuoco di fila contro i pentastellati: "Quindi il programma elettorale dei 5 Stelle - insiste Esposito - prevede l'eliminazione degli 80 euro a 10mln di italiani. È quanto ha confermato questa mattina il deputato Villarosa, autorevole esponente dei 5 Stelle nonché estensore della proposta sul reddito di cittadinanza. Finalmente hanno gettato la maschera. Ecco come vogliono prendere i soldi i 5 Stelle, cancellando le misure a favore degli italiani".

I 5 Stelle vogliono toglierlo?
"Di Maio - attacca Simona Malpezzi, deputata Pd - come al solito ha mentito, i 5 Stelle toglieranno a 10 milioni di italiani gli 80 euro. Lo ha confermato questa mattina il deputato Villarosa nel corso di una trasmissione. Le risorse per le loro misure, quindi, i 5 Stelle le troveranno togliendo i soldi dalle tasche degli italiani. Il loro prossimo obiettivo sarà quello di prendere i soldi anche ai pensionati e di sicuro anche a quelli che hanno una pensione normale». Secondo Alessia Rotta, deputata Pd, "è bene che gli italiani lo sappiano i 5 Stelle vogliono eliminare gli 80 euro. Di Maio quindi ha mentito. Per fortuna oggi l'on.Villarosa ha ristabilito la verità: i 5 Stelle hanno intenzione zone di abolire gli 80 euro dati a 10 milioni di italiani. Capiamo quindi come finanzieranno il loro programma con tagli e nuove tasse. Ecco cosa aspetta il Paese. Oggi, forse in un momento di distrazione, hanno detto la verità: mettere nuove tasse e tagliare servizi è l'arma segreta della loro proposta di governo». Per Andrea Romano, deputato Pd, "il M5S toglie 80 euro a 10 milioni di italiani. Le solite bufale a 5 stelle che fanno campagna elettorale sulla pelle dei cittadini. È così che vorrebbero finanziare il loro fantasioso reddito di cittadinanza, togliendo risorse a chi ha più bisogno per distribuirle a pioggia?".