Italia | Elezioni politiche 2018

Emma Bonino shock sui giovani: «Non bravi, ma solo fortunati a nascere in Italia. Votate»

C'è chi li ha definiti 'choosy', chi 'bamboccioni'. Emma Bonino, invece, si è rivolta ai giovani italiani con una frase che non è piaciuta a tutti. Ecco perché

Emma Bonino.
Emma Bonino. (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

ROMA - Emma Bonino shock. Prima di lei ci avevano pensato, almeno, Elsa Fornero, Tommaso Padoa-Schioppa e Giuliano Poletti a "prendersela", diciamo così, con i più giovani, accusati di volta in volta di essere troppo choosy nel cercare lavoro, bamboccioni, e inutili al punto che, per alcuni di loro, è meglio che se ne siano andati all'estero e chi più ne ha più ne metta. Ora ci pensa anche Emma Bonino, volto del partito +Europa, a sottolineare le «mancanze» dei giovani italiani: «Cari ragazzi italiani, voi non siete stati bravi a nascere in Italia. Non siete stati talentuosi a vivere in una famiglia che vi compra i vestiti e vi manda a scuola. Avete avuto solo fortuna. Il minimo che possiate fare è assumervi qualche responsabilità, compresa quella di votare»

Non troppo critica, ma comunque di pessimo gusto
Un'affermazione, per la verità, non così direttamente critica come le precedenti: la Bonino, cioè, non intendeva dire che in assoluto i giovani italiani non abbiano meriti nè talenti, ma sottolineare come essi siano stati fortunati a nascere in un Paese come l'Italia e non in qualche altra più sventurata parte del mondo, e come da ciò derivi la responsabilità del voto. Ma il suo ragionamento è finito per risultare, tutto sommato, di pessimo gusto, soprattutto se si considera che tra i giovani la disoccupazione è ancora a livelli elevatissimi, intorno al 35%, e che molti di quei ragazzi fortunati nell'avere una famiglia «che vi compra i vestiti e vi manda a scuola» saranno poi costretti ad emigrare per trovare posti di lavoro adeguati alle loro competenze.

Responsabilità
Insomma, esiste una responsabilità insita nell'essere cittadini, che comporta l'impegno ad andare a votare, ma esiste una responsabilità ancora più grande, da parte della politica, a dare ai giovani visioni condivisibili in cui riconoscersi e per cui battersi. Cosa che palesemente, in questa campagna elettorale, non avviene, e lo dimostra il fatto che nessuna forza politica, fino ad oggi, abbia ancora posto l'accento sul gravissimo problema del lavoro per i giovani e della disoccupazione giovanile.