21 luglio 2019
Aggiornato 19:30

Italia-Russia, ecco cosa si sono detti Putin e Gentiloni al telefono

Presidenza italiana dell'OSCE, Libia, rapporti bilaterali e non solo: di questo hanno parlato al telefono il presidente russo Putin e il premier Gentiloni

Il premier Paolo Gentiloni e il presidente russo Vladimir Putin
Il premier Paolo Gentiloni e il presidente russo Vladimir Putin ANSA

ROMA – Dopo le accuse, contenute in un dossier preparato dai democratici americani, in merito a una presunta interferenza della Russia nelle prossime elezioni italiane, un lungo colloquio telefonico è intercorso tra il premier Paolo Gentiloni e il presidente russo Putin. Tanti i temi trattati, primo fra tutti la crisi ucraina, dove l'Italia - presidente di turno dell'Osce - potrebbe giocare un ruolo decisivo, ma anche i rapporti commerciali e la Libia. La conversazione, dunque, sembra essersi tenuta su toni amichevoli, a dimostrazione di quanto poco il dossier proveniente dagli USA abbia in effetti colpito l'opinione pubblica italiana. Tanto che lo stesso Putin, nel difendersi, ha ricordato il rapporto privilegiato tra Mosca e Roma, che è resistito, perlopiù, all'avvicendarsi dei governi:  "Con l'Italia - afferma il leader russo - abbiamo ottime relazioni politiche, attive a vario livello. Io stesso ho avuto e ho buoni rapporti con Berlusconi ed anche con Prodi che è stato avversario di Berlusconi. In Italia c'è un consenso generale, da parte del popolo e delle forze politiche, riguardo all'importanza di buone relazioni con la Russia".

Sanzioni: sì, ma...
Poi certo, l'Italia resta tra i Paesi occidentali che hanno promulgato, nei confronti della Russia, pesanti sanzioni per la crisi ucraina, ma quella decisione si deve più a una certa sudditanza nei confronti di Washington che a un sostanziale sentimento russofobo. Tanto che Roma, sia sotto Renzi che sotto Gentiloni, ha spesso cercato di barcamenarsi tra la politica anti-Mosca dell'alleato statunitense e la necessità, da tutti riconosciuta (anche se da pochi difesa con nettezza  - anche qui l'argomento resta particolarmente sensibile), di mantenere relazioni amichevoli con il vicino gigante russo.

Libia
In effetti, nella telefonata entrambi i leader si sono detti soddisfatti della ripresa delle relazioni turistiche e commerciali tra i due Paesi. Non solo: Putin guarda con interesse anche alla presidenza italiana dell'Osce, che vede come un'occasione perché l'istituzione giochi un ruolo di primo piano nella risoluzione diplomatica della crisi ucraina. E poi c'è la Libia, ancora instabile, come dimostrano gli scontri delle scorse ore all'aeroporto di Tripoli. Italia e Russia - secondo quanto è trapelato dalla telefonata - cercheranno di trovare una soluzione politica per stabilizzare l'area. A questo proposito, il premier italiano ha, infine, apprezzato il ruolo svolto dalla Russia nel quadro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. In effetti, tanto Italia quanto Russia sono due potenze fondamentali nello scacchiere libico. Proprio ieri, in occasione della conferenza stampa di fine anno, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov sottolineava come, a differenza dell'Occidente, Mosca sia sempre stata l'unica potenza a mantenere un canale di dialogo aperto con tutte le parti in gioco: non solo, cioè, con il premier riconosciuto dall'ONU Faiez al-Sarraj, ma anche con l'uomo forte della Cirenaica ed espressione militare del governo di Tobruk, il generale Khalifa Haftar. Una direzione che, pur sotto l'ufficialità, sembra tollerata dalla stessa Italia: si ricordi, a questo proposito, quella recente stretta di mano, immortalata dalle telecamere, tra il nostro ministro dell'Interno Marco Minniti e lo stesso Haftar. Che Italia e Russia siano insomma più vicine nei fatti di quanto non appaia in superficie?