Biotestamento

Biotestamento, il centrodestra del Family day lancia iniziativa «no-dat». Intanto parla la fidanzata di dj Fabo

Gli esponenti del fronte parlamentare contrario alla legge sul fine vita e del movimento della famiglie italiane "Family day" spiegano le ragioni del "No" al ddl che dovrebbe essere calendarizzato al Senato

Giorgia Meloni in aula durante l'esame del ddl sul testamento biologico alla Camera dei Deputati
Giorgia Meloni in aula durante l'esame del ddl sul testamento biologico alla Camera dei Deputati (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA - Gli esponenti del fronte parlamentare contrario alla legge sul fine vita e del movimento della famiglie italiane "Family day", domani, martedì 5 dicembre, alle ore 12,30, terranno una conferenza stampa a Roma presso la Sala Nassiriya del Senato, per spiegare nel dettaglio le ragioni del "No" al ddl che dovrebbe essere calendarizzato prossimamente in aula al Senato. "Questo testamento biologico - si legge nell'invito all'iniziativa- apre infatti a forme di eutanasia omissiva perfino per quei pazienti stabilizzati che non sono in una fase terminale della malattia e che condanna il medico ad essere il mero esecutore di volontà che egli può non condividere.

Chi ci sarà
Alla conferenza prenderanno parte Marco Centinaio, capogruppo Lega Nord al Senato, e il senatore della Lega Stefano Candiani; la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni; il capogruppo al Senato di Forza Italia, Maurizio Gasparri; i parlamentari di Idea Eugenia Roccella, Gaetano Quagliariello e Carlo Giovanardi; il senatore di energie per l'Italia, Maurizio Sacconi. In rappresentanza del Family day interverranno l'avv. Simone Pillon e il presidente del movimento, Massimo Gandolfini, il quale parlerà come neurochirurgo ed esperto nelle condizioni di "disturbo prolungato di coscienza" e si farà portavoce delle istanze di migliaia di medici italiani.

Il racconto della fidanzata di dj Fabo
Intanto la fidanzata di dj Fabo, Valeria Imbrogno, porta la sua testimonianza nell'ambito del processo a Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, che ha aiutato dj Fabo a morire portandolo in una clinica svizzera per mettere fine alla sua vita con il suicidio assistito. Con la battaglia "pubblica", racconta la fidanzata, Dj Fabo si sentì di nuovo "vivo e utile" e fece anche lo "sciopero della fame" per non essere fermato. Valeria ha poi citato le parole che il suo compagno le ha detto poco prima di morire: "Non devi sentirti sconfitta, per me questa è una vittoria. Ora sarò energia nell'universo". Fabiano Antoniani (il vero nome di Dj Fabo, ndr) "aveva dolori costanti, come dei forti crampi, ma costanti", ha proseguito la Imbrogno. "Mi diceva 'non so neanche perché sto cercando di sopravvivere, la mia vita così non ha senso perché non è vita. Lui mi ha chiesto di prendere informazioni e ha detto che doveva morire. 'Per me questa non è più una vita, sto sopravvivendo di quantità'». Il drammatico racconto di Valeria torna poi sul momento della decisione definitiva da parte del suo fidanzato: "Quando Fabiano nel luglio del 2016 ha detto che avrebbe fatto lo sciopero della fame e della parola, ho capito che non si sarebbe tornati più indietro e che la sua decisione di ricorrere al suicidio assistito era irrevocabile. Io avevo fatto una gara di boxe a giugno e Fabiano si è indispettito al punto che andavo a casa sua e non mi parlava".