13 novembre 2019
Aggiornato 23:00
Sinistra

Civati al DiariodelWeb.it: «Con Grasso le elezioni le vinciamo noi»

Domenica la sua Possibile, insieme a Mdp e Sinistra italiana, presenteranno la lista unitaria, il cui leader atteso è il presidente del Senato. E gli obiettivi si preannunciano ambiziosi (forse troppo)...

ROMAPippo Civati, segretario di Possibile, nell'assemblea di domenica presenterete ufficialmente le vostre decisioni, ma possiamo già anticipare che andrete da soli?
Sì, andiamo da soli, ma con tutta la sinistra che non si riconosce in questi cinque anni di larghe intese. Renzi, Berlusconi e Di Maio in questo fine settimana hanno detto le stesse cose: noi promuoviamo una lista nuova, che ci auguriamo sarà presieduta da Piero Grasso. Cominciando domenica 3 dicembre da un'assemblea di popolo, come si faceva una volta, a cui potrà partecipare chiunque sarà interessato.

Avete più volte detto che il problema non è Renzi, ma evidentemente un po' di difficoltà a dialogare con lui ci sono state.
Abbiamo cercato di farlo capire anche a Fassino, che ci sta molto telefonando. Mi viene in mente quella canzone: «Se telefonando io potessi dirti addio...».

Voi gliel'avete detto!
In qualche modo sì. Non è una questione elettorale: ci sono stati episodi politici clamorosi, e divisioni anche molto recenti. L'ultima si è consumata con la fiducia sulla legge elettorale: un mese fa, non chissà quando. Il giorno stesso in cui Fassino stava incontrando i nostri capigruppo, il Pd ha votato per l'ennesima volta contro l'articolo 18. Si sono scelte strade diverse, tanto che non si può più parlare di centrosinistra, perché non esiste.

È rimasto solo il centro?
Sul piano ideologico mi pare di sì.

Renzi non è di sinistra?
Per come ha fatto il presidente del consiglio e ha gestito il Partito democratico, rispetto a temi come la Costituzione, l'ambiente, il lavoro, la scuola... Potrei farci un'intera campagna elettorale.

La farete, credo.
No, noi non ci presentiamo per andare contro qualcuno. Tutti fanno appello al voto utile, ma l'unico voto utile è quello a un candidato che rappresenti le proprie idee, e che mantenga le promesse in parlamento. Questo mi interessa. Siamo molto alternativi a Salvini, a Berlusconi, nonostante Scalfari, e al Movimento 5 stelle, di cui non ci piacciono tante cose...

Allora devo fare la domanda del momento: Berlusconi o Di Maio?
Ho già risposto... Diciamo che Berlusconi proprio no. Di Maio non mi piace, ma sulla scelta degli argomenti mi sento più vicino al M5s che alla destra, che ha governato vent'anni distruggendo il Paese. Il punto è che non mi piacciono le loro soluzioni.

Un po' più Di Maio che Berlusconi, insomma.
Un po' più le questioni delle disuguaglianze, del costo della politica, della coerenza, della legalità... I grandi ideali che il M5s ha messo sul piatto. Poi, sulle soluzioni, abbiamo proposte diverse. Mi ha colpito tantissimo, ad esempio, che Berlusconi e Di Maio, ma anche Renzi, la pensino allo stesso modo sulla tassazione della prima casa, che vorrebbero abolire anche per quelli come Civati che stanno bene. Invece tassare la prima casa di Civati servirebbe ad aprire più biblioteche, dare più intonaco alle nostre scuole... E non sono d'accordo nemmeno sulla successione.

E sugli 80 euro?
Mi pare che siamo tutti contrari.

Invece Renzi li ha rilanciati.
Parlavo di Berlusconi e Di Maio: Renzi ormai lo avete già fatto fuori dalle domande! Noi siamo per la progressività fiscale: gli 80 euro sono un espediente, che risolve fino a un certo punto. Vorremmo rivedere la tassazione, a partire dai più poveri. Chi ha molto più di altri deve fare uno sforzo: se uno come me paga mille euro di tasse in più all'anno, non succede niente di drammatico, ma con quei soldi si possono risolvere molti problemi.

Avete detto: andiamo al voto e dopo discutiamo del governo. Anche con il Movimento 5 stelle?
C'è una premessa che non fa nessuno, ma io sì: dobbiamo prendere un voto in più degli altri. Non facciamo la campagna elettorale per prendere il 5%.

Addirittura?
Certamente sì. Abbiamo il candidato, se accetterà, più forte di tutti: dal punto di vista del prestigio, dell'autorevolezza, della qualità istituzionale e politica, non c'è nessuno sopra Piero Grasso. Abbiamo una proposta che prende le distanze da questi ultimi cinque anni, faremo delle candidature studiate, quindi prenderemo un sacco di consensi. In secondo luogo, si arriverà in parlamento e, sulla base del mandato ricevuto dagli elettori, cercheremo di capire cosa si deve fare. Come in Germania: lì funziona così.

Non funziona tanto bene, ultimamente...
Invece adesso ne sta discutendo l'Spd, che l'altra volta ha detto di sì. E il governo si è fatto, ma scrivendo un programma e sentendo il parere degli elettori.

E se Di Maio viene da voi a chiedere l'appoggio esterno?
Magari Renzi e Di Maio dovranno dare l'appoggio esterno a Grasso...

È abbastanza improbabile questo scenario.
Questo perché voi siete poco creativi, invece c'è un mondo che si muove. Se lei, cinque anni fa, avesse chiesto a Di Maio, che non conoscevate ancora, quanti voti avrebbero preso i 5 Stelle, vi avrebbero risposto allo stesso modo e voi avreste riso. Lo stesso per Macron in Francia o Corbyn in Gran Bretagna. Non bisogna porre limiti alla provvidenza, laica.

Quante probabilità ha Piero Grasso di andare a Palazzo Chigi?
Il problema è che nessuno vincerà pienamente, e con questo sistema elettorale non si saprà nemmeno il giorno dopo chi farà il presidente del consiglio. Secondo me Grasso sarebbe la soluzione migliore, e mettendola così già sale nei sondaggi. Tra lui e Di Maio la gente non ha dubbi.

E Renzi?
Le sue probabilità le ha già sprecate. Secondo me ha sbagliato a fare il presidente del consiglio senza passare dal voto popolare e a prolungare quell'esperienza fino a fine legislatura. Quando vinse il congresso contro di me e Gianni Cuperlo disse «basta alle larghe intese, asfaltiamo Berlusconi», poi ha fatto il contrario. E in questi casi non va mai benissimo...

C'è stata la Leopolda. Un tempo partecipò anche lei...
Alla prima. Sono passati sette anni.

Quest'ultima come l'ha vista?
Ha cercato di fare un discorso altissimo, ma si è perso nella stratosfera. Il problema è che ha già governato, e verrà giudicato su quello. Lui è un leader molto giovane, ma è invecchiato tantissimo negli ultimi anni.

Questo discorso sulle fake news è un polverone o una vera priorità del Paese?
Non è una vera priorità. E, secondo me, l'ha tirata fuori male: questo problema va affrontato con le leggi che ci sono. Se si assume tratti di censura, mi spaventa un po'. E consideri che io vengo insultato dai renziani...

Invece alle due proposte di legge su ius soli e biotestamento voi ci state?
Sì. Sono tutte al Senato, se mettono la fiducia credo che gliela voteremo.

Abbiamo detto che Renzi è difficile definirlo di sinistra. E Grasso è di sinistra?
Lui ha avuto l'intuizione di definirsi «ragazzo di sinistra». Secondo me la sfida è di ritrovare quei valori, ma con un linguaggio attuale. Se ci riusciamo, il mio disegno di prendere un voto in più degli altri diventa realistico, altrimenti ha ragione lei.

I sondaggi e il voto in Sicilia non sembrano molto in linea.
Ma la Sicilia è la regione più difficile di tutte, quindi il 5% di Fava va aumentato della metà. E già siamo al 7-8%.

Per arrivare al 40 ce ne passa...
Ma basta prendere un voto più degli altri, che può anche essere il 20%.

A quel punto, però, si torna alla grande coalizione.
Per forza. Hanno fatto un sistema elettorale che non garantisce né governabilità, né rappresentanza, né voto libero, né maggioranza. Il peggiore possibile.

Renzi si augura che Berlusconi alla fine sia candidabile. Condivide?
No, penso che un condannato per un reato così grave, al di là della legge Severino, dovrebbe ritirarsi. Lo dico senza polemica, quasi con simpatia. E qualche anno fa lo diceva anche Renzi, vede come cambiano le cose? Dopodiché, che sia candidabile o meno, ha scelto di essere in campo, quindi ci sarà comunque il suo nome dappertutto.

E lei, invece, si ricandida o fa come Di Battista?
A Di Battista voglio bene, ho letto il suo libro in cui per molte pagine spiega come si gestisce la questione dei pannolini. Ma io l'ho già risolta, perché ho una figlia un po' più grande del suo. Vediamo, dipenderà dalla qualità del progetto.

Non è scontato?
Non lo è mai. Se è una cosa bella parteciperò, come sempre e volentieri, con passione, anche prendendomi rischi. Se invece non viene bene, sarò il primo a dire che non ce l'abbiamo fatta.