18 dicembre 2018
Aggiornato 18:30

L'urlo della Caritas: i giovani stanno peggio dei nonni, 1 su 10 è vittima della povertà assoluta

Il Rapporto 2017 sulle povertà giovanili e l'inclusione sociale è impietoso e i suoi dati sono allarmanti

I giovani italiani sono sempre più poveri
I giovani italiani sono sempre più poveri (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA - I giovani italiani sono sempre più poveri. E i dati sono allarmanti. Oggi, nel Belpaese, 1 giovane su 10 vive in condizioni di povertà assoluta. E sul territorio dello Stivale, negli ultimi dieci anni, il numero dei poveri è aumentato del 165,2%. Il Rapporto 2017 sulle povertà giovanili e l'esclusione sociale appena pubblicato dalla Caritas fotografa uno scenario cupo, perché quello dei giovani viene definito un «futuro anteriore», perché volto all'indietro, incompiuto, pieno di difficoltà e con la testa rivolta al passato. «I dati oggi ci dicono una cosa drammatica: i figli stanno peggio dei genitori, i nipoti peggio dei nonni», ha detto mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, presentando il rapporto questa mattina a Roma nella sede dell'associazione della Stampa estera.

1 milione di giovani in difficoltà economiche
«Se i giovani oggi dovessero cercare una santa protettrice è la moglie di Lot, che camminava rivolta all'indietro - ha proseguito il monsignore - . Oggi i nostri ragazzi purtroppo guardano il futuro con la testa all'indietro perché siamo di fronte a un futuro incompiuto, un futuro anteriore, con lo sguardo rivolto al passato che, pur con i suoi evidenti limiti, conseganava ai giovani una prospettiva». Ai giovani si prospetta «un 'futuro anteriore' appunto, in cui si guarda al futuro ma con lo sguardo rivolto al passato». E il confronto tra i diversi paesi dell'Unione Europea penalizza fortemente l'Italia, come denuncia Don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, nell'introduzione del rapporto: «Siamo il terzo paese dell'Unione ad aver incrementato il numero dei giovani in difficoltà, che dal 2010 al 2015 sono passati da poco più di 700 mila a quasi 1 milione. La crisi economica ci lascia un piccolo 'esercito' di poveri, superiore per entità a quello della popolazione di un'intera regione italiana».

1 su 10 è in condizioni di povertà assoluta
Sulla base di dati pubblici e di fonte Caritas, il rapporto mostra che in Italia anche nel 2016 si registra un lieve incremento dell'incidenza della povertà: in uno stato di grave povertà vivono 4 milioni 742 mila persone. Un dato che se confrontato con quello di dieci anni fa, in termini percentuali, fa registrare un incremento del 165,2% del numero dei poveri. Quattro le categorie più svantaggiate: i giovani (fino ai 34 anni); i disoccupati o i nuclei il cui capofamiglia svolge un lavoro da «operaio e assimilato»; le famiglie con figli minori e i nuclei di stranieri e misti. Sono i giovani e i bambini, però, a pagare il prezzo alto. Secondo il rapporto, in Italia, un giovane su dieci vive in uno stato di povertà assoluta; nel 2007 si trattava di appena un giovane su 50. In soli dieci anni l'incidenza della povertà tra i giovani (18-34) passa dall'1,9 per cento al 10,4 per cento; diminuisce al contrario tra gli over 65.