24 ottobre 2020
Aggiornato 20:01
Regionali

Sicilia al voto: al via le prove generali delle Politiche per M5S e centrodestra

In cinque si sfidano per succedere a Crocetta a Palazzo d'Orleans e il test siciliano potrebbe avere importanti conseguenze sul futuro del Paese

PALERMO - Il countodown è partito. Dopo mesi di campagna elettorale, la Sicilia è chiamata oggi a scegliere il suo nuovo presidente della Regione. Il successore di Rosario Crocetta a Palazzo d'Orleans sarà il 31esimo governatore dell'isola, per la quarta volta eletto direttamente dai cittadini. Le urne resteranno aperte dalle 8 alle 22, mentre lo scrutinio inizierà domani mattina alle 8. Sono chiamati al voto circa 4 milioni e mezzo di cittadini. Contestualmente alla scelta del presidente della Regione, i cittadini votano per l'elezione dei deputati dell'Assemblea Regionale Siciliana, scesi da 90 a 70, che resteranno in carica 5 anni. Cinque anni fa i siciliani che si recarono alle urne furono il 47% degli aventi diritto. Un astensionismo che preoccupa anche la giornata odierna. A sfidarsi nella corsa a governatore dell'isola sono in cinque: Giancarlo Cancelleri, deputato regionale uscente del Movimento 5 Stelle; Nello Musumeci, leader del movimento #diventeràbellissima e appoggiato dalla coalizione di centrodestra; Fabrizio Micari, rettore dell'Università di Palermo sostenuto dal centrosinistra e da Ap di Angelino Alfano; Claudio Fava, appoggiato dalla sinistra più oltranzista e da Mdp-Art1, e l'autonomista Roberto La Rosa.

Chi sarà il nuovo Presidente
L'elettore sceglierà il candidato presidente e il candidato parlamentare regionale con una sola scheda sulla quale può esprimere due voti: uno per la lista regionale e uno per la lista provinciale. E' previsto il "voto disgiunto", con la possibilità di votare una lista regionale e una lista provinciale non collegate fra loro. Nel caso in cui si ometta di votare per una lista regionale, il voto espresso per una lista provinciale va a favore della lista regionale che risulta collegata con la lista provinciale votata. E' proclamato presidente della Regione il capolista della lista regionale che consegue il maggior numero di voti validi.

Come si elegge l'Assemblea nazionale
Per quanto riguarda l'Assemblea regionale, la ripartizione dei seggi avviene con sistema proporzionale con correttivo maggioritario dei 70 seggi. Sessantadue sono attribuiti in ragione proporzionale sulla base di liste di candidati concorrenti nei collegi elettorali provinciali. Uno va al Presidente di regione eletto; uno al capolista della lista regionale che ottiene una cifra di voti validi immediatamente inferiore a quella conseguita dalla lista regionale risultata più votata. I restanti, fino ad un massimo di 6, vanno ai candidati del "listino" regionale del Presidente eletto. Non sono ammesse all'assegnazione dei seggi le liste che abbiano raccolto meno del 5% dei consensi.

La sfida tra M5S, centrodestra, Pd E MDP
Il fondatore del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, ha definito il voto odierno "un referendum tra un mondo e un altro" e si è rivolto soprattutto ai giovani siciliani per cambiare il futuro dell'isola. Il centrodestra, invece, in Sicilia fa le prove generali dell'alleanza che potrebbe vincere le possime elezioni politiche e governare il Paese. Durante uno dei suoi comizi, Silvio Berlusconi ha promesso l’esenzione delle imposte per i siciliani che tornano a vivere in Sicilia, la costruzione di un casinò a Taormina, la ripresa del progetto del ponte sullo Stretto e un piano di investimenti pubblici nella regione. Il Partito democratico ha candidato alle regionali Fabrizio Micari, ma gran parte dei voti del centrosinistra potrebbero andare al candidato di MDP, Claudio Fava.