18 giugno 2019
Aggiornato 06:30
Regionali Sicilia 2017

Ingroia al DiariodelWeb.it fa il suo pronostico sulle elezioni in Sicilia. E su Berlusconi: «Doveroso indagarlo»

L'ex procuratore aggiunto di Palermo, oggi presidente di Azione civile, analizza la situazione pre elezioni nella sua Regione, ora che sulla campagna elettorale è esplosa la bomba dell'indagine sul Cavaliere

Antonio Ingroia, dopo mesi di campagna elettorale apparentemente sotto traccia, ultimamente la questione delle elezioni siciliane è esplosa. Lei, da politico ma anche da ex procuratore aggiunto di Palermo, come vede la situazione?
Sono facile profeta nel prevedere che il partito vincente sarà quello dell'astensionismo. La sensazione è che di giorno in giorno cresca il numero dei siciliani che si allontana dalla politica, non per disinteresse ma per la pochezza dell'offerta. Il secondo dato, che incoraggia sfiducia e rassegnazione, è il ritorno del vecchio. Vedere il teatro Politeama a Palermo pieno, con in prima fila Silvio Berlusconi, insieme ad altri vecchi volti noti con una serie di vicende giudiziarie e talvolta di condanne sulle spalle, certamente non incoraggia gli elettori.

I famosi impresentabili di Musumeci.
Lui, per quanto ne so, rappresenta una destra onesta e perbene. Ma non riesce a liberarsi degli alleati impresentabili.

A proposito di ritorno al passato, sono tornate anche le inchieste su Berlusconi. Peseranno sull'esito delle elezioni?
Io non credo. Abbiamo avuto tante dimostrazioni in cui, nonostante la presenza di indagini e perfino di condanne, Berlusconi è andato sempre avanti. Rimane il fatto che la ferita della stagione dello stragismo non si è mai rimarginata, e si potrebbe lenire soltanto se si scoprisse tutta la verità. Sono rimasti troppi buchi neri, troppi vuoti, che la magistratura ha cercato di riempire in questi anni, finora purtroppo solo in modo incompleto. Sono convinto che quest'ultima tranche fosse un atto doveroso, perché siamo in presenza di un fatto nuovo: a parlare non è un pentito, che può essere accusato di calunnia, ma un capomafia intercettato, che parla liberamente.

Comunque l'accusa di giustizia a orologeria è partita lo stesso.
Questo è uno slogan ormai vecchio, che funziona poco. Non sappiamo quando sia stato aperto il procedimento: si potrebbe parlare di giustizia a orologeria se fosse successo oggi, ma credo che risalga a diversi mesi fa, visto che Graviano è stato intercettato oltre un anno fa. Semmai, si potrebbe parlare di informazione a orologeria: è il momento in cui la notizia è stata pubblicata ad essere caldo. Ma, se guardiamo indietro, quante sono state le scadenze politiche in cui Berlusconi era in primo piano? Il referendum, le elezioni amministrative, la legge elettorale... Ora siamo davanti alle regionali siciliane e poi arriveranno le politiche.

Forse in Italia abbiamo troppe elezioni.
Probabilmente è questo... (ride)

Passiamo al Pd. Renzi deve avere fiutato una sconfitta inevitabile, visto che anziché andare in Sicilia ha preso un aereo ed è volato da Obama.
Un cuor di coniglio! È sotto gli occhi di tutti: lui è l'unico leader che si è guardato bene dal passare dalla Sicilia, sapendo che il Pd si avvia ad una sonora sconfitta. Quindi già pensa a come limitare i danni, evitando che si ripercuotano su lui stesso. Non è un comportamento da capopartito degno di questo nome, che dovrebbe stare in prima linea anche nei momenti di difficoltà. Ma conosciamo l'uomo, il suo coraggio e la sua coerenza. All'indomani della sconfitta referendaria, aveva detto che si sarebbe ritirato dalla vita politica...

Il Movimento 5 stelle ha qualche possibilità di farcela?
I sondaggi parlano di un testa a testa tra loro e la destra. Personalmente, pur ritenendo insufficiente la loro democrazia e la capacità dimostrata quando vanno al governo, comunque penso che rappresentino l'unico elemento di novità, in questo quadro di ritorno al passato. Li guardo con simpatia e interesse, augurandomi però che avviino un processo di crescita e trasformazione.

Ma davvero chi vincerà in Sicilia ha la strada spianata verso il governo nazionale?
Io credo di no. La situazione politica, oggi più che mai, è molto fluida e capace di grandi movimenti. In fondo abbiamo davanti ancora cinque o sei mesi in cui tante cose potranno cambiare. Ma comunque queste elezioni sono un banco di prova importante e daranno un loro effetto. Spero, soprattutto, sull'elettorato del Pd, dopo la probabile netta sconfitta.

Probabilmente avranno un effetto anche sulla classe dirigente del Pd...
Un sussulto di consapevolezza sarebbe necessario. Altrimenti il distacco tra politica e cittadini italiani diventerà un burrone sempre più incolmabile.