Relazioni Italia-Grecia

Migranti, Gentiloni a Corfù: «Non si può modificare Schengen senza Dublino»

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è oggi a Corfù, per il Vertice intergovernativo Italia-Grecia. Un'occasione per rinsaldare l'amicizia tra i due Paesi, ma anche per affrontare il tema difficile e controverso dell'immigrazione

Il premier Paolo Gentiloni e il primo ministro greco Alexis Tsipras
Il premier Paolo Gentiloni e il primo ministro greco Alexis Tsipras (ANSA/ UFFICIO STAMPA/ TIBERIO BARCHIELLI)

CORFU' - Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è oggi a Corfù, per il Vertice intergovernativo Italia-Grecia. Un'occasione per rinsaldare l'amicizia tra i due Paesi, ma anche per affrontare il tema difficile e controverso dell'immigrazione, che ha visto Atene prima e Roma dover affrontare l'emergenza sbarchi. Il premier italiano e quello greco hanno parlato anche di rapporti economici, con Gentiloni che ha espresso l'urgenza di «moltiplicare gli investimenti in Grecia: è questo il momento per farlo perché il clima dell'economia cambia in positivo»

Rapporti economici e commerciali
Gentiloni ha spiegato che i rapporti tra Italia e Grecia si alimentano anche di ottime relazioni bilaterali sul piano economico, abbiamo ottimi rapporti commerciali: l'Italia è il primo partner commerciale di Atene, e, ha detto il premier, «pensiamo si possa fare ancora meglio sul piano commerciale e di investimenti. Abbiamo discusso dei diversi settori nei quali collaborare. Oggi ci sono novità importanti già sulle ferrovie, sugli investimenti ferroviari in Grecia; i trasporti marittimi vedono le aziende pubbliche e private italiane in corsa per i grandi investimenti così come la Snam per quanto riguarda il gas. C'è una grande collaborazione in campo energetico: non possiamo accettare che ci siano raddoppi al nord e non al Sud. Nel campo energetico la collaborazione è fondamentale per l'autonomia energetica dei due paesi».

Non riformare Schengen senza Dublino
Da Corfù, il premier ha anche commentato la decisione della cancelliera Angela Merkel di prorogare la sospensione di Schengen finché le frontiere esterne dell'Ue non saranno meglio controllate, il tutto mentre la Commissione Ue è pronta a riunirsi per discutere di una revisione dei trattati che regolano la libera circolazione delle persone nel territorio europeo. «La discussione sui trattati Schengen che si è aperta per motivi di terrorismo e sicurezza è un'ottima occasione per porre sul tavolo la modifica dei regolamenti di Dublino: non si può modificare uno lasciando invariato l'altro», ricorda però Gentiloni, riferendosi agli accordi che obbligano i migranti a fare richiesta d'asilo nel primo Paese sicuro raggiunto. «Significherebbe andare in una direzione diversa da quello che noi auspichiamo, significa lasciare tutto sulle spalle di paesi di primo arrivo».

Passi avanti
«Dobbiamo proseguire - ha sottolineato - nei passi in avanti realizzati nell'ultimo anno e mezzo sui temi dell'immigrazione: sono passi limitati, sempre fragili, dobbiamo esserne consapevoli sia per la rotta mediterranea centrale che orientale che occidentale». E ha continuato: «Passi avanti che dobbiamo coltivare settimana per settimana continuamente, tradurli in regole più avanzate, questo è il messaggio che viene da questo vertice che porteremo all'incontro tra i paesi del Sud Europa che si svolgerà a Nicosia a ottobre».