9 agosto 2022
Aggiornato 19:30
Pd e dintorni

Renzi voleva fare concorrenza a Grillo, ma il suo blog è già un flop

Nei sogni del giovane ex premier e segretario del Pd, avrebbe dovuto stracciare la concorrenza grillina in quattro e quattr'otto. E invece il blog di Matteo Renzi, lanciato in grande stile lo scorso 25 gennaio per riabilitarsi dopo la sconfitta referendaria, è già un flop

ROMA - Nei sogni del giovane ex premier e segretario del Pd, avrebbe dovuto stracciare la concorrenza grillina in quattro e quattr'otto. E invece, l'esperimento editoriale di Matteo Renzi, il suo nuovo e «fiammante» blog che sfida la ben più nota e rodata piattaforma a cinque stelle, è miseramente fallito.  Perlomeno alla data in cui stiamo scrivendo. L'ultimo post risale al 10 luglio scorso, dall'eloquente titolo «Avanti. Personale, per una volta un post personale». Sarà anche «personale», ma il titolo del libro di Renzi campeggia in bella vista. Ad ogni modo, è da ben due mesi che il segretario Pd non aggiorna il suo blog.

Ricominciare, con il blog
Due mesi di silenzio, nonostante, quando l'ex sindaco di Firenze lo presentò nel gennaio scorso, nelle sue parole si leggesse tutto l'entusiasmo delle nuove avventure. «Ci sono molti modi di cominciare. E di ricominciare», scriveva, nel tentativo di riabilitarsi agli occhi dell'opinione pubblica dopo la batosta referendaria. «Chi è cresciuto con l’esperienza scout sa che il modo più bello è mettersi in cammino», un cammino che sarebbe dovuto essere anche quello «virtuale e condiviso di una comunità». La strategia sottesa è quella comune ai profili social del segretario Pd: trasmettere l'idea di una disintermediazione tra il leader e gli elettori 2.0, anche detti «follower», sfruttando retoricamente il concetto di politiche condivise e di cammino comune con l'elettorato.

Un blog sgonfiatosi a poco a poco
«E questo Blog non è pensato per i reduci. É un luogo dove camminare verso il futuro. Insieme, in tanti», scriveva poi programmaticamente Renzi a gennaio. Ma qualche ingranaggio del meccanismo, nel frattempo, deve essersi inceppato. I post pubblicati dall'ex premier sono soltanto 21, e la loro frequenza evidenzia la tendenza tipica dei blogger in erba: quella di partire con la massima assiduità sull'onda dell'entusiasmo per poi, via via, abbandonare il progetto iniziale. Nel primo mese di pubblicazione, dal 25 gennaio a fine febbraio, la media di aggiornamento è stata di circa un post ogni tre giorni, con un picco di pubblicazioni nelle primissime settimane; nel periodo compreso tra il primo marzo e il 10 luglio la frequenza media è scesa addirittura a un post ogni quindici giorni. Se si guarda mese per mese, si nota come a marzo siano stati pubblicati 4 post, seguiti da un silenzio di circa un mese esatto, dal 27 marzo al 26 aprile, per poi assistere a una ripresa dell'attività di aggiornamento solo il 16 maggio. Gli ultimi tre articoli sono stati messi in rete il 4 giugno, dopo l'attentato di Londra, il 14 giugno – un commento alle amministrative –, e il 10 luglio, con una dissertazione, appunto, «personale».

Scarse interazioni
Spicca il silenzio del segretario Pd, solo per fare qualche esempio, sul clamoroso attentato di Barcellona, sul terremoto di Ischia, sullo «scandalo» Ong ma anche sugli ultimi dati Istat che non ha esitato a rivendicare sui social network. Le stesse interazioni sono tutto sommato modeste: anche nel caso dei commenti, dopo un inizio scoppiettante (più di 400 commenti al primo post), i numeri sono andati precipitando di mese in mese. Non solo: l'unico editor oltre a Matteo Renzi è stato Graziano Delrio, che ha pubblicato un solo contributo, intitolato «La nostra Europa», il 7 febbraio. Insomma: dopo un inizio promettente, il blog ha fatto flop. In prefetto stile Matteo Renzi.