15 dicembre 2019
Aggiornato 08:00
Vertice di Varsavia

Migranti, Frontex: sarà rivista Triton. Ma restano tanti punti di domanda

Un modesto passo avanti, con molti se e molti ma. E' questo il bilancio del vertice di Varsavia sui migranti, dove l'Italia si è seduta a un tavolo con Frontex, per trovare una soluzione alla situazione eccezionale che da settimane pesa sull'Italia

Sbarco di migranti in un porto italiano
Sbarco di migranti in un porto italiano ANSA

VARSAVIA - Un modesto passo avanti, con molti se e molti ma. E' questo il bilancio del vertice di Varsavia sui migranti, dove l'Italia si è seduta a un tavolo con Frontex, l'agenzia europea per il controllo delle frontiere, per far fronte alla situazione eccezionale che da settimane pesa sulle spalle dell'Italia. Principale risultato del summit, la decisione di rivedere le regole dell'operazione Triton e di coinvolgere altri Paesi Ue per rafforzarla. Lo ha comunicato il direttore di Frontex, Fabrice Leggeri, dopo aver ricevuto nella sede di Varsavia la delegazione italiana guidata dal direttore della Polizia delle frontiere, Giovanni Pinto. Soddisfazione dal Viminale, che aveva richiesto con massima urgenza l'incontro, all'indomani del quale parla di «passo avanti».

Le richieste dell'Italia
In particolare, l'Italia ha chiesto che «nel caso di massiccio afflusso di migranti», come avvenuto una paio di settimane fa con 12mila sbarchi concentrati in un weekend, sia possibile sbarcare le persone soccorse nei porti di altri Paesi Ue. Tutti i partecipanti all'incontro hanno riconosciuto che l'Italia sta affrontando «una straordinaria pressione ed ha bisogno di un supporto addizionale dall'Ue e da Frontex». Tuttavia, non c'è stato esplicito assenso alla proposta di Roma, che dovrà essere discussa in primis in sede europea, e dovrà ottenere altrettanta disponibilità da parte dei colleghi europei: partita decisamente non facile. E' questo il più grande punto di domanda che emerge dall'incontro, perché, se a parole la volontà di collaborare è stata dimostrata, il problema sarà poi passare ai fatti. Proprio per questo, sarà costituito «senza ritardi» un gruppo di lavoro per rivedere il «concetto operativo» di Triton, alla luce delle decisioni già raggiunte a livello politico in seguito al piano d'azione presentato dalla Commissione europea lo scorso 6 luglio. 

Il gruppo di lavoro
Il gruppo di lavoro si occuperà aanche del codice di condotta per le Ong, di cui si è discusso in occasione del vertice di Tallinn. Frontex ed alcuni Stati membri, infatti, sono disposti a condividere le loro esperienze operative per aiutare a sviluppare il codice e, una volta adottato, valutare come impatta sulle operazioni dell'Agenzia europea. L'agenzia europea con sede a Varsavia, che attualmente dispiega 400 persone, 12 navi, 3 aerei e 4 elicotteri per assistere l'Italia nella gestione della pressione migratoria e combattere il crimine transfrontaliero, si è oltretutto impegnata a rafforzare la sua presenza negli hoptspot per aiutare le autorità italiane a velocizzare le procedure di identificazione e registrazione dei migranti.

Proposte
Frontex ha poi proposto di espandere l'uso di un aereo da ricognizione che manda in tempo reale video ed altri dati dal Mediterraneo Centrale al Frontex situation centre di Varsavia. Infine, si è impegnata ad aumentare il suo sostegno all'Italia nell'area dei rimpatri. La palla, ora, passa ai Paesi europei. E se anche molti di loro fossero pronti a partecipare ai programmi, tutto questo «richiede una capacità di detenzione aggiuntiva» per i migranti che dovranno essere rimpatriati. Il Viminale esprime comunque soddisfazione per quella che appare come una prima disponibilità alla rinegoziazione dell'operazione Triton, «così come avevamo auspicato». Intanto, Minniti si prepara a recarsi a Berlino prima e a Tripoli poi. Il vertice può essere dunque sintetizzato con le parole del direttore dell'agenzia delle frontiere esterne della Ue, Fabrice Leggeri: "Ieri ho sentito la richiesta dell'Italia» di predisporre lo sbarco dei migranti salvati in mare anche nei porti di altri paesi oltre all'Italia, «ma non ho sentito disponibilità da parte di nessuno degli altri Stati membri partecipanti alle operazioni navali di Frontex»