26 gennaio 2020
Aggiornato 13:00
Politica e privilegi

La retorica del Governo sulle auto blu, nel 2017 cresciute del 50%

Prima fu Mario Monti a imporre una severa tagliola alle auto blu, simbolo degli sprechi e dei privilegi della politica; poi, lo slogan fu ereditato da Matteo Renzi. Ma, dati alla mano, il problema non è stato affatto risolto

Auto blu in piazza del Quirinale
Auto blu in piazza del Quirinale ANSA

ROMA - E' da un po' che non si sente parlare di auto blu, forse, chissà, perché, dopo le promesse di Matteo Renzi, si pensava che il «caso» in passato tanto in auge si fosse finalmente sgonfiato grazie, per una volta, a un impegno serio da parte della politica. In effetti, Renzi cercò di limitarle imponendo la regola del «massimo cinque a Ministero». Ma già lo scorso anno, quella norma non sembrava ovunque applicata con precisione. Perché, dati alla mano, il ministero delle Infrastrutture continuava ad averne 115, grazie - pensate - a un decreto luogotenenziale risalente addirittura al 1944. Anche il Viminale sembra non attenersi alla regola perché nel conteggio delle auto blu non rientrano le vetture assegnate a personalità sotto protezione, né le volanti della Polizia, né le auto usate dai prefetti o dai vertici del ministero. Ma, al di là dei casi particolari, la tagliola di Renzi sembrava aver fatto scendere di 40mila unità il numero di auto blu.

Tornano le auto blu
Peccato che l'inversione di tendenza sia stata piuttosto breve. Perché, tra il 2016 e il 2017, le auto di servizio sono cresciute dalle 20.891 dell'anno scorso alle 29.682 di quest'anno, con un aumento di quasi il 50%. Dati che smentisce le cifre riportate a marzo dal governo Gentiloni il quale, con una nota ufficiale, ne aveva annunciato un'ulteriore riduzione di 1.049 unità. Secondo quanto riporta Repubblica, a smontare i numeri riportati ufficialmente dall'esecutivo ci ha pensato la società di data management Twig.

Da Monti a Renzi
La questione è assurta agli onori delle cronache nel 2012, quando scoppiò lo scandalo delle presunte 600 mila auto blu complessive italiane contro le 70 mila degli Stati Uniti e le 60 mila della Francia. Fu allora il governo Monti a varare un primo devreto per ridurle in modo consistente. Quindi, la questione è stata ereditata dal governo Renzi, che ha cavalcato l'interesse dell'opinione pubblica per l'argomento, mettendo all'asta (finita in un flop) decine di vetture superlusso della flotta di Palazzo Chigi. Nel 2014, un decreto del ministero della Funzione pubblica ha cambiato i criteri per il loro censimento, cancellando 40 mila vetture dalla platea di quelle a disposizione della pubblica amministrazione. Così, dalle 60 mila di allora, nel 2016 le auto blu sono diventate 20 mila, Fino all'aumento di quasi 10 mila unità di quest'anno.

In termini assoluti a Torino il record di auto blu
Tra i Comuni con più auto blu in rapporto al numero degli abitanti, spicca Oristano (63,3 ogni 100 mila abitanti), seguita da  Trapani, Messina, Cosenza e Matera. In termini assoluti, invece, la medaglia d'oro va alla Torino a 5 Stelle di Chiara Appendino, che vanta ben 294 auto blu.