23 marzo 2019
Aggiornato 09:00
Politica

Sindaco emana ordinanza «anti-cattiveria», ma ha insultato Salvini e Di Maio

Il primo cittadino di Luzzara Andrea Costa ha varato «sanzioni culturali» per chi insulta sul web, ma proprio pochi giorni fa aveva insultato il governo

Il sindaco di Luzzara, Andrea Costa
Il sindaco di Luzzara, Andrea Costa ANSA

REGGIO EMILIA - «Chi è senza peccato scagli la prima pietra», verrebbe da dire... Ma questa volta è andata male. Il primo cittadino di Luzzara Andrea Costa, balzato agli onori della cronaca per aver varato «sanzioni culturali» per chi insulta sul web, proprio pochi giorni fa aveva insultato, proprio sui social, Matteo Salvini. «Pagliaccio», «Cog...ne» gli aveva mandato a dire. La sua ordinanza anti-cattiveria ha fatto il giro d'Italia e ha raccolto attestati di stima anche dall'estero. Ma ora ecco che spuntano alcuni suoi tweet «cattivi». In un video il segretario provinciale dem vieta l'odio e le offese, peccato che il 23 dicembre sia stato lui stesso a definire su Twitter «pericolosi pagliacci» il premier Conte e i ministri Di Maio e Salvini, quest'ultimo bollato persino come «cog...ne pericoloso».

Salvini: «Questi cos'hanno nel cervello?»

Immediata la replica dei consiglieri comunali 5 Stelle di Reggio Emilia, che l'hanno accusato di aver violato le regole da lui stesso redatte. Il sindaco, hanno scritto, «è pregato di applicare su se stesso l'ordinanza. Con il massimo della sanzione, visto che ne è l'estensore e ideatore come ha raccontato ai media locali. Poi lasci la politica». Lo stesso Salvini appena dopo ha commentato: «Un sindaco del Pd emette un'ordinanza per 'punire' la 'violenza verbale, il rancore, la rabbia» (e già qui...), nel frattempo mi dà pubblicamente del «pagliaccio che punta all'infermità mentale» e del «cog...e». Ma secondo voi questi cos'hanno nel cervello? E, soprattutto, quanto volontariato dovrà fare questo poveretto in base alla sua stessa ordinanza?».

«Contesto inquinato, si rischia di ammalarsi»

Per provare a difendersi Costa ha spiegato che «è proprio perché il contesto è inquinato che si rischia di ammalarsi». Ed è quello che stava capitando anche a lui: «Da qui ho avvertito ancora di più l'urgenza di emettere quell'ordinanza. Che comunque colpisce l'esibizione di cattiveria, che è cosa ben diversa dall'esprimere una critica». «La storia di questa collettività è fatta di lotte per la Libertà, l'affermazione dei diritti in capo a ciascun individuo», recita l'ordinanza, «la pratica dei principi di solidarietà che nel tempo hanno permesso di costruire benessere» e garantire «la crescita dell'intera comunità» , ma che proprio per questo deve fare argine contro la preoccupante «deriva nella costruzione della cultura immanente», e che non trova uno scudo nemmeno nelle figure istituzionali «che per ruolo avrebbero la responsabilità di dare un indirizzo positivo alla vita delle comunità facendo valere i principi che stanno alla base della Carta costituzionale».

«Leggete libri e fate volontariato»

Serve arginare la violenza dunque, sia essa materiale o virtuale, «praticata verso i soggetti considerati più deboli e fragili, verso chi è portatore di differenze» compresa «la violenza di genere». La cattiveria può manifestarsi non solo nei confronti dei migranti, capro espiatori di una forma mentis diffusa ovunque ormai, ma anche nei confronti «di un anziano lasciato solo, o di un ragazzino sbeffeggiato dai coetanei». E allora il sindaco ha deciso di imporre ai disobbedienti incivili «la lettura della Costituzione», o di testi fondanti come «Se questo è un uomo» di Primo Levi, «Il razzismo spiegato a mia figlia» di Tahar Ben Jalloun, «Le memorie di Adriano» di Marguerite Yourcenar o «Il presente non basta» dell'ex rettore dell'Università di Bologna Ivano Dionigi. Ma anche la visione de «La vita è bella» o di «Quarto potere», passando per «Philadelphia» o «Inside out». Pare che, ora, Costa stia già cercando di riparare all'errore, applicando a se stesso, ha garantito, le norme da lui previste sulle sanzioni che suggeriscono libri, film o opere d'arte per redimersi: «Mi sto già comunque imponendo alcune letture che male non fanno». Chissà quali...