9 dicembre 2019
Aggiornato 22:30
Trattato di libero scambio Ue-Canada

Ceta, Meloni: il 5 luglio in piazza per difendere l'agroalimentare made in Italy

Dopo che la Commissione Esteri del Senato, nel silenzio dei media, ha dato il suo ok al Ceta, la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni annuncia la sua partecipazione alla manifestazione indetta dalla Coldiretti il 5 luglio

La leader di FDI Giorgia Meloni
La leader di FDI Giorgia Meloni ANSA

ROMA - Dopo che la Commissione Esteri del Senato, nel silenzio delle cronache, ha dato l'ok al trattato di libero scambio Ue-Canada noto come Ceta, la Coldiretti ha indetto una manifestazione per il prossimo 5 luglio in piazza Montecitorio a Roma per protestare contro quello che si rivelerà - sostengono i suoi detrattori - non solo una nuova trasfusione di sovranità dall'Italia, ma anche un colpo alle piccole-medie imprese dell'agroalimentare Made in Italy.

Meloni: aderiamo alla manifestazione contro il Ceta
E tra le forze politiche che aderiranno alla manifestazione c'è anche Fratelli d'Italia, come annuncia la sua presidente Giorgia Meloni in un lungo post su Facebook.  «Scenderemo in piazza – scrive Meloni – al fianco degli agricoltori italiani per dire no ad un trattato vergognoso che danneggerà pesantemente il Made in Italy agroalimentare. E per dire no alla ratifica di un trattato ignobile che vuole ammazzare le nostre produzioni di qualità per fare gli interessi delle grandi multinazionali»

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Approvato a febbraio a Bruxelles
Il Ceta è stato approvato in febbraio dall’europarlamento di Strasburgo con 408 voti favorevoli, 254 contrari e 33 astenuti, dopo il tentativo della Vallonia, in Belgio, di opporsi al progetto. Progetto in discussione in Ue da oltre cinque anni, contro il quale contro hanno votato anche il gruppo di Le Pen e Salvini. Prima di entrare in vigore ufficialmente, l'accordo dovrà essere ratificato oltre che dal parlamento canadese, anche dai parlamenti di tutti gli Stati membri della Ue. L'opinione pubblica, però, sembra non vedere il Ceta di buon occhio. Lo dimostra il fatto che sono state raccolte 3 milioni e mezzo di firme per dire No al trattato, e che 6mila municipi e 2.137 comunità in tutta Europa hanno realizzato dichiarazioni di contrarietà.