20 settembre 2019
Aggiornato 09:30
Crisi banche venete

Banche venete, Meloni al Diario: «Gentiloni, Renzi & co. come Superciuk, rubano ai poveri per dare ai ricchi»

La leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni attacca la decisione del Governo sulle banche venete. «I Governi a guida Pd sono chiaramente al servizio dei banchieri, quello che hanno fatto è un insulto agli italiani. Serve una Mani Pulite per le banche»

La leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni
La leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni ANSA

ROMA - Un danno economico gravissimo inflitto ai risparmiatori, e agli italiani tutti, che ora devono subire la ricapitalizzazione statale, di fronte all'ennesima gravissima crisi un sistema bancario che è stato l’architrave della piccola imprenditoria. E' stato, appunto. Ora è tutta un'altra storia. La crisi delle banche venete è uno degli esempi più feroci di questo nuovo modo di fare finanza, e politica. Gli azionisti, piccoli risparmiatori a cui erano state vendute azioni ad un prezzo che non fatichiamo a definire truffaldino, hanno perso tutto. Le altre perdite, secondo la direttiva europea Brrd entrata ormai nel nostro ordinamento, dovevano essere poste in capo agli investitori, cioè agli obbligazionisti, e invece il Governo italiano che fa, fa ricadere tutto sulle spalle già martoriate dei contribuenti. Una scelta inaudita.

Governi a guida Pd al servizio dei banchieri
«C’è ancora qualcuno che ha dei dubbi sul fatto che i Governi a guida Pd, da Monti a Renzi e Gentiloni, siano al servizio dei banchieri? La scandalosa gestione della questione banche venete azzera ogni perplessità» attacca Giorgia Meloni che abbiamo raggiunto per un commento. «Siamo ufficialmente in mano a gente che prende i soldi degli italiani e li regala alle banche. Di fatto Superciuk al potere, che rubava ai poveri per dare ai ricchi. Ma quello era un fumetto e questa invece è la drammatica realtà». Ma cos'è successo esattamente? I fatti ce li chiarisce la leader di Fratelli d'Italia: «In Spagna una banca sta per fallire, è il Banco Popular. A quel punto, con la persuasione del Governo, interviene la banca Santander e compra al prezzo simbolico di un euro il Banco Popular. Compra a un euro i crediti, ma si fa carico anche delle 'sofferenze' e dei crediti deteriorati per quasi 8 miliardi. Un'operazione che appare di buon senso. Si poteva fare lo stesso anche in Italia? Certo, se non fossimo ostaggio di governi al servizio delle lobby e dei banchieri».

Un insulto agli italiani
Ma nell’Italia in mano al Pd le cose funzionano così: «La Popolare di Vicenza e la Veneto Banca stanno per fallire, il Governo non fa nulla fino all’ultimo minuto utile» prosegue Meloni, «e quando ormai la situazione sta per precipitare accetta le condizioni capestro imposte da Intesa Sanpaolo. Per incompetenza o per dolo, poco importa: il risultato è in ogni caso un insulto agli italiani». Ecco l’accordo «fantozziano» del Governo Gentiloni: a Intesa, al prezzo di un euro, vanno 30 miliardi di crediti, immobili per 500 milioni, 1,3 miliardi di sovvenzioni pubbliche per gli esuberi più altri 3,7 miliardi di contributo statale. Le sofferenze e i crediti deteriorati invece rimangono sul groppone dello Stato italiano. «Questo è uno schifo».

Serve una stagione Mani Pulite per le banche
«La verità - continua Meloni - è che servirebbe una grande stagione «Mani Pulite» pure nel mondo bancario, come quella che ha travolto la Prima Repubblica, per scoperchiare tutto il marcio che c’è nel sistema bancario e negli organi preposti al suo controllo. Purtroppo finché avremo la sinistra al governo non potrà cambiare nulla». Su questi temi Fratelli d’Italia ha le idee chiarissime, e «appena ne avrà la possibilità darà corpo alle sue storiche proposte: 1. Deve essere resa pubblica la lista dei grandi debitori insolventi e di chi ha concesso questi prestiti. 2. I manager che hanno portato la banca al fallimento devono essere perseguiti e va vietato loro di dirigere altre banche. 3. Blocco dei bonus e tetto agli stipendi per manager e dirigenti delle banche che si avvalgono di un qualsiasi aiuto da parte dello Stato».