16 settembre 2019
Aggiornato 01:30
Bagarre in Aula

Legge elettorale, il ritorno dei franchi tiratori: salta il patto a 4 tra Pd, M5S, FI e Lega

Tensione altissima a Montecitorio in queste ore dopo che il patto tra Pd, M5S, Forza Italia e Lega sulla legge elettorale non ha retto al primo voto segreto. Sono tornati in azione i franchi tiratori

ROMA - Il "patto a 4" sulla legge elettorale battuto in Aula su un voto segreto. Tensione altissima a Montecitorio in queste ore dopo che il patto tra Pd, M5S, Forza Italia e Lega sulla legge elettorale non ha retto al primo voto segreto. Sono tornati in azione i franchi tiratori: l'aula della Camera ha approvato l'emendamento sul sistema elettorale in Trentino Alto Adige presentato da Micaela Biancofiore sul quale il relatore di maggioranza Emanuele Fiano e i gruppi che sostengono l'accordo hanno espresso voto contrario. I voti favorevoli sono stati 270, 256 quelli contrari. La votazione è stata effettuata a scrutinio segreto, se non fosse che c'è stato pure un disguido tecnico del tabellone elettronico che durante il voto segreto ha invece reso palese le votazioni: in pochi secondi, dunque, è stato evidente chi stava votando cosa. «Un disguido", un "problema tecnico" si è affrettata a tamponare la presidente della Camera Laura Boldrini. «Per sbaglio» dice il deputato di Possibile Pippo Civati, «è stata chiamata la votazione palese e per pochi secondi sono apparsi sul tabellone luminoso le luci verdi (i sì) nel settore di Forza Italia e i rossi (i no) in quello dei grillini». Ma la ricostruzione per il relatore Emanuele Fiano, confermata da diverse fonti anche nel centrodestra, è ben diversa: «C’erano molte luci verdi sia tra i banchi di Forza Italia sia tra quelli del M5S».

Forza Italia e M5s colpevoli?
Ora quei 14 voti in meno, per una maggioranza a cui ne servono 400, pesano come un macigno, e si è scatenato il tutti contro tutti. Il capogruppo di Forza Italia, Renato Brunetta, chiede una sospensione dei lavori dell'Aula per «verificare se ci sono ancora le condizioni» per andare avanti con l'accordo siglato a 4. In tanti dell'opposizione puntano il dito contro Forza Italia («Erano quasi tutte verdi le loro lucine» dicono), il Pd attacca invece i 5 Stelle. "Questo era un emendamento di giustizia perché applica la legge elettorale al Trentino. Il M5s non voterà mai contro norme di giustizia", aveva detto il grillino Toninelli. "Oggi il M5S ha dimostrato che la sua parola non vale nulla", ha commentato subito il presidente dei deputati Pd Ettore Rosato. "La legge elettorale va fatta", ammonisce, condannando i franchi tiratori e chiedendo una sospensione della seduta. «La vostra parola non vale niente", urla Rosato. La replica dei pentastellati non si fa attendere: «Siete voi gli irresponsabili", tuona ancora Toninelli. "Voi avete 300 parlamentari. Se c'è un partito irresponsabile non siamo certo noi».

Di Battista: Pd schizofrenico
Di Battista rivendica il voto a favore dell’emendamento. Dai banchi di M5S si urla «Libertà, libertà». «Noi siamo favorevoli a questa legge, così favorevoli che vogliamo applicarla in tutta Italia, dalla Sicilia all'Alto Adige. Può essere responsabile il M5S di far saltare qualcosa che prevede l'applicazione della legge in tutta Italia. È la schizofrenia totale di Rosato e company e di Renzi che ha 870 correnti da gestire». Per il Movimento Cinque Stelle dunque il patto sulla legge elettorale è ancora in piedi? Parrebbe di sì. «Il testo non deve tornare in Commissione, si deve andare avanti in Aula. Il problema è di un Pd schizofrenico che si è reso conto che su questo emendamento non aveva i voti» prosegue Dibba. «La faccia di Rosato in Aula era la dimostrazione plastica della disperazione. Non hanno un partito, ma mille correnti. Ora danno la colpa al M5S, ma noi siamo a favore della legge tanto che la vogliamo estendere a tutta Italia». Anche Luigi Di Maio interviene: «Noi vogliamo dare una legge elettorale costituzionale a questo paese. Lo abbiamo detto all’inizio di questo percorso, i nostri iscritti si sono espressi con un voto in rete e non c’è nessun passo indietro. I partiti che per vent’anni hanno combinato i peggiori disastri, fatto cadere governi per i propri tornaconto e approvato le peggiori porcate, non provino a gettarci addosso la colpa di un eventuale fallimento. Nel MoVimento 5 Stelle non esistono «franchi tiratori». Fatevene una ragione».

Cosa prevede l'emendamento Biancofiore
L'emendamento della Biancofiore – ma, è bene ricordare, c’è anche un emendamento fotocopia del M5S – propone di cancellare i 7 collegi del Trentino Alto Adige ancorati alle regole del Mattarellum, uninominale vero, e di convertirli in collegi con riparto proporzionale dei voti concordato nel resto d’Italia per il modello tedesco. Il «sì» all’emendamento mette in crisi l’Svp, che con il 40% dei voti prendeva 6 collegi uninominali su 7, lasciandone uno al Pd. Ora che succede? Restano da effettuare altre 200 votazioni, molte delle quali a scrutinio segreto, tra oggi e domani. Il voto finale è stato fissato dalla conferenza dei Capigruppo di Montecitorio alla tarda mattinata di martedì prossimo.