8 agosto 2020
Aggiornato 17:00
M5s: la posizione di Boschi sempre più grave

Etruria, M5s: via le deleghe alla Boschi. I legali: «Tipico fotomontaggio mediatico»

Mentre il Movimento Cinque Stelle chiede al Governo di togliere le deleghe a Maria Elena Boschi, i suoi legali parlano di fotomontaggio mediatico. E frenano sull'ipotesi di querela a De Bortoli

Il sottosegretario Maria Elena Boschi
Il sottosegretario Maria Elena Boschi ANSA

ROMA - Le anticipazioni del libro del giornalista Ferruccio De Bortoli continuano a far discutere la politica. E, nonostante l'ex ministro e attuale sottosegretario Maria Elena Boschi abbia candidamente fatto sapere che «la misura è colma», dalle opposizioni giungono continue richieste di dimissioni. In particolare dai parlamentari pentastellati, convinti che «ogni giorno che passa le bugie della Boschi» appaiano «sempre più gravi e grottesche. E' chiaro che fin dall'avvio del governo Renzi, l'ex ministra delle Riforme fece di tutto per salvare la banca del padre».

Le accuse
Secondo i parlamentari M5s, le ricostruzioni uscite sul Fatto Quotidiano mostrano che sin dal marzo 2014 i banchieri di istituti in grave crisi come Veneto Banca e la stessa Etruria «iniziarono ad agitarsi e tentarono di far leva sul nuovo esecutivo per proteggere i loro orticelli dalle conseguenze dell'attività ispettiva di Bankitalia. Boschi, naturalmente, si mise a disposizione, mentre il padre incontrava massoni e faccendieri pur di trovare sponde e amministratori validi, secondo i loro criteri, per evitare il commissariamento dell'istituto», spiegano i portavoce Cinquestelle.

La ricostruzione dei 5 stelle
E ricostruiscono: «Occhio poi alle date: a gennaio 2015 arriva il decreto Popolari che, guarda caso, fissa l'asticella degli attivi a 8 miliardi per l'obbligo di trasformazione in Spa, così da includere anche Etruria e renderla in tal modo più attraente agli occhi di nuovi eventuali investitori. E sempre nello stesso periodo l'ex ministro Boschi si rivolge ai vertici di Unicredit per tentare in extremis il salvataggio dell'istituto di papà». L'interpretazione dei politici M5s è univoca e inappellabile: «E' evidente che pezzi della casta dei banchieri di territorio, tra la Toscana e il Veneto, hanno guardato con speranza, fin dal 2014, al governo Renzi-Boschi per il salvataggio dei loro affari». E concludono: «E' inaccettabile che il risparmio dei cittadini venga calpestato in questa maniera. L'ex ministra ha ragione, la misura è colma. Ecco perché deve andare subito a casa».

Di Maio: via le deleghe
Dal canto suo, il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio rilancia: «Se resistono nella difesa della Boschi, Pd e governo se ne assumeranno la responsabilità. Gentiloni entro la prossima settimana deve venire in Aula a dire che le toglierà le deleghe». Via le deleghe, dunque, ma non solo: i grillini vorrebbero anche organizzare un'audizione per Ferruccio De Bortoli, oltre a quella dell’ex ad Unicredit Ghizzoni, in commissione alla Camera. 

Il legale: fotomontaggio mediatico
I legali della Boschi, però non ci stanno. E controbattono: «La vicenda Boschi-De Bortoli? Mi sembra un tipico fotomontaggio mediatico. Si prende una foto dell'onorevole Boschi sulla spiaggia, la si incolla su un'immagine della Boschi che parla alla Camera e poi si dice che la Boschi è andata in Parlamento in bikini per convincere i parlamentari, magari, che so, su Banca Etruria». Le parole sono quelle di Vincenzo Zeno Zencovich, che assiste legalmente la Boschi insieme a Paola Severino. «Voglio dire che è un fotomontaggio, si prendono delle cose, le si decontestualizzano, le si mettono in un contesto diverso e poi si dice che quella è la verità».  E su un'eventuale querela di De Bortoli, il legale risponde: «Le cose si valutano, è inutile fare gli annunci. Guardiamo le carte, osserviamo come si chiariranno. Mica ad uno 'gli scappa' la querela. Il problema - ha spiegato l'avvocato Zencovich a Rai Radio1 - è chiarire le cose come stanno nelle sedi opportune».