15 ottobre 2019
Aggiornato 20:00

Legge elettorale: chiesto il rinvio di una settimana per la presentazione del testo base

Pd, Lega e Forza Italia stanno lavorando a una intesa, il M5s si sfila: “Stanno cercando di scrivere una legge contro il Movimento Cinque Stelle”

ROMA - Una richiesta di rinviare di una settimana la presentazione del testo base. È la richiesta che è stata formalizzata in Commissione Affari Costituzionali da Emanuele Fiano (Pd), Paolo Sisto (Fi), Dore Misurata (Ap) e Domenico Menorello (Ci). I tempi per una nuova legge elettorale continuano dunque ad allungarsi. Nessuno, viene spiegato, sarebbe entrato nel merito delle proposte. La richiesta di rinvio è invece stata avanzata per primo da Paolo Sisto di Fi, ad essa si sono poi associati i centristi e Fiano per il Pd.

Stanare il Pd
Al punto da alimentare in alcuni esponenti della commissione il sospetto di un asse. Per Gian Luigi Gigli di Des-Cd è infatti «inaccettabile che l'assist lo faccia Sisto» e che a prendere l'iniziativa non sia stato il Pd. L'esponente azzurro spiega invece la sua 'mossa' in un altro modo. «Io - afferma - ho cercato di stanare il Pd. Non si possono fare dichiarazioni al di fuori della commissione, pretendere di governare il dibattito dai mezzi di comunicazione è scorretto. Ho chiesto al Pd di esplicitare in commissione il proprio pensiero sulla legge elettorale, in modo da consentire che il testo base possa effettivamente essere rispondente alla volontà dei singoli gruppi. Sarebbe grave se, redatto il testo, arrivassero poi truppe del Pd in 'zona Cesarini'. La legge elettorale va discussa in Parlamento».

Fiano: Da Pd massima disponibilità
Per Emanuele Fiano quella del Pd è stata semplicemente la prova della «massima disponibilità» verso gli altri partiti. «Noi - sottolinea - vogliamo svolgere un lavoro parlamentare serio. Ci aspettiamo dai colleghi degli altri partiti capacità di proposta. Ma per completare il quadro è stato chiesto più tempo e noi ci siamo volentieri associati. Abbiamo mostrato la massima disponibilità ma confermiamo la voglia di fare presto e bene la legge elettorale».

Intesa complicata
Per Alfredo D'Attore di Mdp, invece si sta «mettendo a serio rischio l'approdo in Aula il 29. Non si possono comprimere così i tempi di discussione». Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera, a Radio Cusano Campus ha commentato: «trovare un'intesa è molto complicato. La voglia di proporzionale è molto evidente, l'ha dimostrato l'elezione di Torrisi, dove Fi e M5s si sono messi tutti insieme per eleggere un presidente che lavorasse ad un impianto proporzionale. Una legge con impianto tutto proporzionale non è la legge migliore per questo Paese».

Rosato: Importante disponibilità della Lega
«Noi - ha aggiunto - abbiamo presentato una proposta che si chiama Mattarellum, una legge che gli italiani conoscono bene e che ha funzionato. Abbiamo preso atto che questa non è possibile, stiamo lavorando per trovare un punto di mediazione. La disponibilità della Lega Nord è importante, mi sembra un segno di chi ci vuole stare fino in fondo. Altri come il M5s fanno delle proposte per poi essere smentite qualche ora dopo come successo con Di Maio. Loro sono sempre stati per il proporzionale».

Romani: Al Senato come Forza Italia siamo nelle condizioni di essere interlocutori autentici
Apertura anche da Forza Italia, con il capogruppo di Fi a Palazzo Madama Paolo Romani che ha affermato: «Al Senato come Forza Italia siamo nelle condizioni di essere interlocutori autentici di chi vorrà fare una proposta seria. Tutto questo deve essere preceduto da un dibattito serio al nostro interno».

M5s: Pd continua a prendere in giro italiani e istituzioni
Critiche invece dal Movimento 5 stelle. «Le proposte del Pd sulla legge elettorale? Una, nessuna e centomila, direbbe Pirandello. Stanno continuando a prendere in giro le istituzioni e gli italiani. E' indegno, infatti, che Renzi e i suoi accoliti continuino a proporre, ogni giorno, un sistema elettorale diverso e che lo facciano nei salotti televisivi o, piuttosto, in riunioni carbonare fuori dalle Camere, quando il luogo deputato è il Parlamento e, precisamente, la prima commissione Affari Costituzionali di Montecitorio». E' quanto affermano in una nota congiunta i parlamentari M5S delle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato.

Vogliono legge contro M5s
«La verità - aggiungono - è che gli esponenti del Partito democratico, sempre più in confusione e frammentato da correnti e divisioni interne, stanno cercando di scrivere una legge contro il Movimento Cinque Stelle e, siccome non possono scrivere apertamente nella norma che il M5S non deve andare al Governo, cercano di architettare comunque un Anticinquestellum, e non la migliore legge che possa assicurare rappresentanza, governabilità e stabilità al Paese».