27 giugno 2017
Aggiornato 12:02
Governo Gentiloni

Il governo toglie poteri all'Autorità anti-corruzione, poi promette che non lo farà

All'Anac è stato tolto il potere della «raccomandazione vincolante»: la possibilità di intervento sulla gestione delle gare, intimando ai dirigenti di correggere in corsa gli atti o le procedure giudicate illegittime, senza dover attendere il verdetto di un tribunale

Raffaele Cantone, il numero uno dell'Autorità anticorruzione (Anac)
Raffaele Cantone, il numero uno dell'Autorità anticorruzione (Anac) (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA – Ridurre, drasticamente, i poteri dell'Autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone: questo quanto previsto dal decreto correttivo varato dal governo lo scorso 13 aprile che ha abrogato il comma due dell'articolo 211 del Dlgs 50/2016. In sostanza a Cantone è stato tolto il potere della «raccomandazione vincolante» ossia la possibilità per l'Anac di intervento sulla gestione delle gare di appalto da parte delle amministrazioni, intimando ai dirigenti di correggere in corsa gli atti o le procedure giudicate illegittime, senza dover attendere il verdetto di un tribunale. Questo strumento era stato inserito nella nuova legge delega sugli appalti, varata dopo gli scandali di Expo2015 e Mafia Capitale.

Gentiloni rassicura Cantone
In Anac non sono mancate le perplessità per l'abrogazione di uno strumento ritenuto cruciale per l'applicazione del nuovo codice degli appalti, per di più senza che la decisione passasse dal Parlamento. Cantone da parte sua ha commentato positivamente le rassicurazioni giunte da diversi esponenti dell'esecutivo, fra cui il premier Paolo Gentiloni, che da Washington in un colloquio telefonico ha sottolineato l'intenzione di porre rimedio al ridimensionamento del ruolo dell’Anac.

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Il governo porrà rimedio
Persone vicine al premier hanno fatto sapere che non c'è «nessuna volontà politica di ridimensionare i poteri dell’Anac». A quanto si apprende verrà messa una «pezza» su quanto accaduto con la conversione del Documento di correzione e crescita (Dec), «in maniera inequivocabile». Dietro a questa inversione di marcia potrebbe esserci la mano dell'ex premier, Matteo Renzi, che ha commentato la notizia così: «È stato fatto un errore grave, va corretto quanto prima». Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando si è limitato a un: «Dobbiamo verificare, perché se le norme producono questi effetti, il Cdm deve fare una riflessione».

Esposito (Pd):«Se qualcuno tenta di dare un calcio negli stinchi all’Anac, lo restituiremo con gli interessi»
Contro il governo critiche dalla stessa maggioranza, con Stefano Esposito, relatore del correttivo del codice appalti, che ha dichiarato: «Quel comma va reintrodotto. Mi auguro sia un mero errore materiale da parte degli uffici di Palazzo Chigi. E' uno dei punti qualificanti del codice appalti
per prevenire possibili casi di corruzione
». Esposito ha aggiunto: «Faccio appello al presidente Gentiloni e al ministro Delrio. Ho già sentito Antonio Funiciello, il capo di gabinetto di Palazzo Chigi, che mi ha assicurato che sono al lavoro per un chiarimento». Anche perché il testo deve ormai essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. E ancora: «Se qualcuno tenta di dare un calcio negli stinchi all’Anac, lo restituiremo con gli interessi».

M5s: c'entra forse il caso Consip?
Dura la reazione del Movimento 5 stelle, con il senatore Andrea Cioffi che ha detto: «Con il ridimensionamento dell’Anac di Cantone nel Codice degli appalti, il governo Gentiloni, in linea con quello Renzi, dimostra ancora una volta di non voler combattere sul serio la corruzione. È l'ennesima dimostrazione, che arriva dopo la grave limitazione dell'uso delle intercettazioni come mezzo di ricerca della prova». In una nota i deputati M5S della commissione Affari costituzionali hanno parlato di «colpo di spugna» che è «ancora più grave in un momento in cui ci sarebbe bisogno di una maggiore trasparenza, come si evince da quanto emerge dallo scandalo Consip». E hanno aggiunto: «La tempistica del provvedimento adottato dal Consiglio dei ministri è quantomeno sospetta».