17 ottobre 2019
Aggiornato 20:00

Boldrini (aspirante) candidata premier attacca il M5s: «Da loro goliardate antidemocratiche»

La presidente della Camera ospite di Otto e mezzo su La7 ha parlato del suo futuro in politica, una scelta «dalla quale non si torna più indietro» per poi scagliarsi contro il Movimento 5 stelle: «Bisogna avere rispetto per le istituzioni: non si può usare la violenza per irrompere in Aula»

ROMA – Laura Boldrini in versione (aspirante) candidata premier, ieri sera ospite di Otto e mezzo su La7. Aspirante perché al momento la presidente della Camera è politicamente orfana, oggi siede al gruppo Misto, dopo la dissoluzione del partito grazie al quale è stata eletta, Sinistra ecologia e libertà.

Boldrini: resto in politica
Alla domanda della conduttrice, Lilli Gruber, se continuerà a fare politica e con chi, l'ex alto rappresentante per i Rifugiati dell'Onu ha risposto che la scelta fatta di candidarsi alle scorse elezioni è una scelta «dalla quale non si torna più indietro», mentre sulle alleanze c'è «bisogno che ci siano delle condizioni. Uno deve scegliere di potersi candidare. Se ci saranno le condizioni io ci sarò, perché credo che sia il momento di unire le forze». L'idea di Boldrini infatti è quella di sfruttare il suo ruolo e le sue doti per «unire la sinistra e aggregarla» intorno ai temi del lavoro, dell'unione europea, dell'ambiente, del femminismo e della solidarietà inclusiva.

«M5s non rispetta il Parlamento»
Quanto a possibili sponde con il Movimento 5 stelle, per la terza carica dello Stato non sono possibili alleati, in quanto hanno idee diverse o comunque poco chiare sull'Europa, ma anche sull'immigrazione. Il tema M5s poi ha dato il La a Boldrini per attaccare il partito di Grillo, accusandolo di «goliardate da ragazzi» e di anti-democraticità: «Non apprezzo assolutamente come i Cinque Selle reagiscono a chi ha idee diverse dalle loro. Bisogna avere rispetto per le istituzioni: non si può usare la violenza per irrompere in aula e bloccare i lavori, magari mandando in infermeria qualche commesso. Vedo molta incoerenza quando dicono di voler difendere la Costituzione e poi non rispettano il Parlamento che ne è il fulcro».

La legge elettorale che nessuno vuole cambiare
Infine una riflessione sulla legge elettorale che in teoria tutti vorrebbero modificare, ma che nessuno tocca, ha spiegato la presidente di palazzo Chigi: «In teoria nessuno dice di essere contro la legge elettorale, ma continuano a chiedermi rinvii per la discussione in Aula, perché ancora non si è maturata la formula che accontenti la maggioranza dei partiti. La Corte Costituzionale ha fatto il suo mestiere, ora tocca al Parlamento, anche perché bisogna armonizzare le due leggi elettorali come ha chiesto il Presidente Mattarella. Ma i gruppi più importanti devono trovare un compromesso».