20 febbraio 2020
Aggiornato 12:00
Governo Gentiloni

Alfano: «Sogno di essere come la Merkel. Non ho tradito ma capito prima»

Il ministro degli Esteri del governo Gentiloni ospite a Di martedì condotto da Giovanni Floris su La7, ha detto di ispirarsi alla cancelliera tedesca e che quando ha lasciato il Popolo della libertà lo ha fatto, lui per primo, per intuito politico. Poi una frecciata a Salvini: «Dice di essere il Trump italiano ma la Salvini Tower a Milano io non l'ho vista»

ROMA – Angelino Alfano, ministro degli Esteri del governo Gentiloni ospite a Di martedì condotto da Giovanni Floris su La7, ha detto di ispirarsi alla cancelliera tedesca, Angela Merkel.

Fare come la Merkel
Al conduttore di Rainews 24, Antonio Di Bella, che gli ha domandato quale è il suo modello di ispirazione in Europa, Emmanuel Macron che con un polo centrista può sconfiggere Marine Le Pen alla corsa all'Eliseo o la Merkel che con una forza popolare ha sconfitto la sinistra, il titolare della Farnesina ha risposto senza esitazione: «Io credo che una prospettiva di riunificazione dei popolari, cioè la grande famiglia del centrodestra europeo non sarà realizzabile senza Silvio Berlusconi e Forza Italia».

«Non ho tradito, ho capito prima»
Parlando di Berlusconi Alfano ha rivelato che spesso quando è all'estero gli vengono chieste notizie del Cavaliere e che è in rapporti con il leader di Fi. Quanto alla sua fuoriuscita dal Popolo della libertà, secondo il fondatore del Nuovo centrodestra, «con la prospettiva delle grandi coalizioni si cancella la categoria del tradimento. Il punto non è di chi ha tradito ma di chi ha capito prima. Io l'ho capito prima di tutti».

«Salvini vuole fare Trump, ma a Milano la Salvini Tower non c'è»
Quanto alle ricadute in Italia dell'elezione di Doanld Trump a presidente degli Stati Uniti d'America, Alfano ha lanciato una frecciatina al segretario della Lega Nord, Matteo Salvini: «Ho visto nei primi giorni dopo il successo di Trump che Salvini si paragonava all'inquilino della Casa Bianca. In quei giorni però io ero a Milano e la Salvini Tower non l'ho vista». Comunque per l'ex titolare dell'Interno è chiaro un punto sull'elezione di Trump: «Quello che io ho capito immediatamente era la incomprensione di una parte, di una gran parte della sinistra italiana di Trump. Come certa sinistra anche all'estero aveva la pretesa di non capire Berlusconi, molti ora non si spiegano come il popolo di una grande democrazia come gli Usa ha scelto Trump. Avranno avuto i loro buoni motivi».