17 ottobre 2019
Aggiornato 23:00

Perché la tregua di Natale tra Grillo e Salvini potrebbe diventare uno tsunami anti-Renzi

La svolta «salviniana» di Beppe Grillo, dopo la strage di Berlino, contro i clandestini presenti sul territorio nazionale apre nuovi scenari per una possibile intesa con il segretario del Carroccio

Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini.
Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini. ANSA

ROMA – Matteo Salvini e Beppe Grillo non sembrano più così lontani l'uno dall'altro. I fatti di Milano e la successiva svolta «salviniana» del fondatore del Movimento 5 stelle hanno ridotto la distanza tra i due leader politici catapultando all'improvviso l'ex comico convertito alla politica sullo stesso fronte del segretario del Carroccio. Almeno per quanto riguarda l'immigrazione, Salvini e Grillo parlano ora lo stesso linguaggio. Ma davvero un asse Lega Nord-Movimento 5 stelle è possibile?

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La svolta salviniana di Beppe Grillo
Le parole di Beppe Grillo subito dopo i fatti di Milano sono state come musica per le orecchie di Matteo Salvini. Il leader del Movimento 5 stelle ha rotto gli indugi e intrapreso una svolta «salviniana» che era nell'aria da tempo, ma non era stata ancora ufficializzata. Dopo la morte a Sesto San Giovanni di Anis Amri, il terrorista responsabile della strage di Berlino, Beppe Grillo ha preso posizione, pubblicando sul suo blog un articolo scritto di propria mano, contro «tutti i clandestini». Un assist per il segretario del Carroccio, che da tempo rimproverava al Movimento 5 stelle di tacere passivamente davanti all'emergenza dei «finti profughi» e di non fare nulla per fermarli.

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Salvini pensa a un'alleanza con il Movimento 5 stelle?
Finora era stato proprio e soprattutto il problema dell'immigrazione a dividere i due leader politici, che oggi si ritrovano sulla stessa barricata contro il comune nemico jihadista. Ma questo acerbo feeeling basterà per costruire un'alleanza solida, capace di battere alle prossime elezioni l'asse Pd-Forza Italia? Se Matteo Salvini sembra da tempo aperto a un possibile dialogo con il Movimento, lo stesso non si può dire dei grillini, che hanno sempre declinato gli inviti ricevuti dal segretario del Carroccio per partecipare alle manifestazioni leghiste. E tuttavia, Salvini non ha smesso di lanciare ami in direzione dei pentastellati.

Berlusconi si smarca dall'asse FdI-Lega Nord
L'ultimo tentativo risale giusto a qualche giorno fa, quando durante l'intervista rilasciata ad Antonio Calitri per il Messaggero disse, riferendosi al Movimento 5 stelle, «ci sono punti sui cui andiamo d'accordo». E aggiunse senza troppi giri di parole un invito a procedere che proprio non avrebbe potuto essere più palese di così: «se qualcuno ha una mezza idea» su come aprire il dialogo «alzi il telefono». Finora, a quanto ne sappiamo, né Beppe Grillo né altri esponenti del Movimento 5 stelle hanno chiamato Salvini. Ma se da un lato l'asse Lega-M5S è ancora fantascienza, dall'altro l'alleanza con Forza Italia sembra già essere morta e sepolta.

Il cuore di Forza Italia batte per il governo Gentiloni
Sarà per una certa nostalgia «renziana», o più probabilmente per i delicati equilibri della faccenda Mediaset-Vivendi, il cuore di Silvio ora batte chiaramente per il governo Gentiloni. Ma c'è di più. Il Cav ha indicato nientepopodimeno che Mario Draghi, il governatore della Bce, come il possibile e futuro candidato ideale per Palazzo Chigi. Proprio Draghi: il tecnico per eccellenza, simbolo della finanza internazionale e dei fallimenti – non solo macroeconomici - dell'Unione europea tanto odiata dai leghisti. Quanto di più lontano, evidentemente, dalle velleità lepeniste di Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Senza l'aiuto di Berlusconi, Matteo e Giorgia potrebbero decidere di volgere lo sguardo altrove e secondo i sondaggi un'alleanza tra l'asse Salvini-Meloni e il Movimento 5 stelle potrebbe battere abbastanza facilmente l'asse Pd-Forza Italia. Ma per il momento si tratta solo di «fantapolitica». O no?